Quaestio De Centauris /2 farfalle ed il resto : Storie naturali e il fantastico Primo Levi

“Come sono dunque nate queste specie? Subito dopo, dice la leggenda. Quando le acque si ritirarono, la terra rimase coperta di uno strato profondo di fango caldo. Ora questo fango, che albergava nella sua putredine tutti i fermenti di quanto nel diluvio era perito, era straordinariamente fertile: non appena il sole lo toccò, si copri di germogli, da cui scaturirono erbe e piante di ogni genere; ed ancora, ospitò nel suo seno cedevole ed umido le nozze di tutte le specie salvate nell’arca. Fu un tempo mai più ripetuto, di fecondità delirante, furibonda, in cui l’universo intero sentì amore, tanto che per poco non ritornò in caos. Furono quelli i giorni in cui la terra stessa fornicava col cielo, in cui tutto germinava, tutto dava frutto. Ogni nozza era feconda, e non in qualche mese, ma in pochi giorni; né solo ogni nozza, ma ogni contatto, ogni unione anche fugace, anche fra specie diverse, anche fra bestie e pietre, anche fra piante e pietre. Il mare di fango tiepido, che occultava la faccia della terra fredda e vereconda, era un solo talamo sterminato, che ribolliva di desiderio in ogni suo recesso, e pullulava di germi giubilanti. Fu questa seconda creazione la vera creazione; ché, a quanto si tramanda fra i centauri, non si spiegherebbero diversamente certe analogie, certe convergenze da tutti osservate. Perché il delfino è simile ad un pesce, eppure partorisce ed allatta i suoi nati? Perché è figlio di un tonno e di una vacca. Di dove i colori gentili delle farfalle, e la loro abilità al volo? Sono figlie di una mosca e di un fiore. E le testuggini, sono figlie di un rospo e di uno scoglio. E i pipistrelli, di una civetta e di un topo. E le conchiglie, di una lumaca e di un ciottolo levigato. E gli ippopotami, di una cavalla e di un fiume. E gli avvoltoi, di un verme nudo e di una strige. E le grandi balene, i leviatani, di cui a stento si potrebbe spiegare altrimenti la sterminata mole? Le loro ossa legnose, la loro pelle untuosa e nera ed il loro fiato rovente sono la testimonianza viva di un connubio venerando, della stretta avida dello stesso fango primordiale attorno alla chiglia femminea dell’arca, che era stata costruita in legno di Gofer, e rivestita di dentro e di fuori con lucido asfalto, quando la fine di ogni carne era stata decretata. Così ebbe dunque origine ogni forma oggi vivente od estinta: i dragoni ed i camaleonti, le chimere e le arpie, i coccodrilli e i minotauri, gli elefanti e i giganti, le cui ossa pietrose ancor oggi si ritrovano con meraviglia nel seno delle montagne. È cosi loro stessi, i centauri: poiché a questa festa delle origini, a questa panspermia, anche i pochi superstiti della famiglia umana avevano preso parte. Vi aveva preso parte segnatamente Cam, il figlio scostumato: dai cui amori sfrenati con una cavalla di Tessaglia trasse origine la prima generazione di centauri. Questi furono fin dall’inizio una progenie nobile e forte, in cui si conservava il meglio della natura umana e della equina.

[…] Temo che alcuni fra i lettori di queste note potranno rifiutare credenza a queste affermazioni, poiché la scienza ufficiale, imbevuta ancor oggi di aristotelismo, nega la possibilità di unioni feconde fra specie diverse. Ma la scienza ufficiale manca spesso di umiltà; infeconde sono invero tali unioni, in generale; ma quante volte è stata tentata la prova? Non più di qualche diecina. Ed è stata tentata fra tutte le innumerevoli coppie possibili? No certo. Poiché non ho ragione di dubitare su quanto di se stesso Trachi mi narrò, devo dunque invitare gli increduli a considerare che vi sono più cose in cielo ed in terra di quante la nostra filosofia ne abbia sognate.”

P. Levi, Storie naturali

Primo Levi: Quaestio De Centauris

This is a mirror of the coming PhiloSophia event:

Primo Levi is one of the outstanding humanist writers of the last century, known especially for his works on the Holocaust and for his charming and incomparable scientific memoir, The Periodic Table.

In order to discuss this writer and enjoy a piece of his writing together, I’m recommending that we read his short story titled Quaestio De Centauris. At 4k words, it’s a light and easy read and displays much of his charm in a frankly fantasy piece.  However, like much of his easy-to-read material, there lurk dark questions beneath the surface.

A paragraph of the text to whet your appetite:

Those were the days when the earth itself fornicated with the sky, when everything germinated and everything was fruitful. Not only every marriage but every union, every contact, every encounter, even fleeting, even between different species, even between beasts and stones, even between plants and stones, was fertile, and produced offspring not in a few months but in a few days. The sea of warm mud, which concealed the earth’s cold, prudish face, was one boundless nuptial bed, all its recesses boiling over with desire and teeming with jubilant germs.

https://www.meetup.com/en-AU/r-e-c-r-e-a-t-i-n-g-g-o-d/events/226038015/

Storie naturali – Bollettino ’900

INDICE INDICE……………………………………………………. – IS MU

Angelica Farfalla Sedevano nella jeep rigidi e silenziosi: facevano vita …

I. Storie naturali e il fantastico La lettura di Storie naturali

di Primo Levi, a quarant’anni dalla pubblicazione, richiama l’attenzione su tematiche di forte attualità, preconizzate con geniale intuito da uno dei protagonisti della scena letteraria del dopoguerra. Si tratta, secondo le dichiarazioni dello stesso autore scritte per le note di copertina al volume, di

«quindici “divertimenti” che [...] ci invitano a trasferirci in un futuro sempre più sospinto dalla molla frenetica del progresso tecnologico, e quindi teatro di esperimenti inquietanti o utopistici, in cui agiscono macchine straordinarie e imprevedibili. Eppure non è sufficiente classificare queste pagine sotto l’etichetta della fantascienza. Vi si possono trovare satira e poesia, nostalgia del passato e anticipazione dell’avvenire, epica e realtà quotidiana, impostazione scientifica e attrazione dell’assurdo, amore dell’ordine naturale e gusto di sovvertirlo con giochi combinatori, umanesimo ed educata malvagità». La raccolta, alla sua pubblicazione, destò non poca attenzione. Molti si domandarono quale nesso ci fosse tra le prime due opere autobiografiche, Se questo è un uomo e La tregua, «resoconti» dell’inferno dei campi di sterminio nazisti, e questa raccolta di racconti; più volte sollecitato a rispondere a tale domanda, Primo Levi così si espresse: «esiste un legame intimo tra l’opera precedente e questo mio ultimo libro. In entrambe vi è l’uomo ridotto a schiavitù da una cosa: la “cosa nazista”, e la “cosa cosa”, cioè la macchina. Sempre il sonno della ragione generamostri».

Levi informa che senza l’esperienza del lager forse non avrebbe avuto la vocazione di scrivere; nell’Appendice del 1976 a Se questo è un uomo ci fornisce una chiara indicazione: «se non avessi vissuto la stagione di Auschwitz, probabilmente non avrei mai scritto nulla. Non avrei avuto motivo, incentivo, per scrivere [...] è stata l’esperienza del lager a costringermi a scrivere; non ho avuto da combattere con la pigrizia, i problemi di stile mi sembravano ridicoli». A Edoardo Fadini, che gli chiedeva se esistesse un legame tra l’uomo del lager e queste Storie naturali, risponde: «io sono un anfibio, un centauro (ho anche scritto dei racconti sui centauri) e mi pare che l’ambiguità della fantascienza rispecchi il mio destino attuale. Io sono diviso in due metà. Una è quella della fabbrica, sono un tecnico, un chimico. Un’altra, invece, è totalmente distaccata dalla prima, ed è quella nella quale scrivo, rispondo alle interviste,lavoro sulle mie esperienze passate e presenti [...] Stando così le cose, mi pare, è naturale che uno scriva di fantascienza. Queste Storie naturali sono inoltre le proposte della scienza e della tecnica viste dall’altra metà di me stesso in cui mi capita di vivere».

PRIMO LEVI

I racconti fantastici di Primo Levi

Articoli

Nel mare magnum degli sceneggiati fantastici degli anni ’70, un posto di riguardo andrebbe riservato ai quattro brevi lavori scritti da Primo Levi e diretti da Massimo Scaglione, che invece non sono mai stati replicati e sono pertanto caduti in un oblio pressoché totale.
Il primo di essi, Il versificatore, andò in onda nel febbraio 1971. Era tratto dall’omonimo racconto incluso nella raccolta Storie naturali, che lo scrittore torinese pubblicò nel 1966 celandosi dietro il curioso pseudonimo di Damiano Malabaila. Il racconto in questione, strutturato come un copione (forse Levi ne prevedeva un adattamento teatrale o televisivo), è una garbata ma pungente satira sui rischi di una sfrenata tecnologizzazione: il ‘versificatore’ del titolo è infatti una sorta di mini-computer che compone poesie a richiesta.
Gli altri tre sceneggiati apparvero nel 1978, e andarono in onda sotto il titolo di Tre racconti di Primo Levi; la prima puntata del ciclo fu preceduta da un’intervista allo scrittore, realizzata – così come gli sceneggiati – negli studi Rai di Torino. Di questi nuovi lavori, i primi due furono tratti ancora da Storie naturali, mentre il terzo proveniva da Vizio di forma, la seconda raccolta di racconti di Levi, apparsa nel 1971.
La bella addormentata nel frigo è – così come Il versificatore e Il sesto giorno – un racconto già predisposto per una trasposizione scenica o televisiva, ed è un ulteriore esempio della vena fantastico-satirica che contraddistingue molti dei racconti dell’autore piemontese, nei quali emerge quasi sempre una preoccupazione fondamentale, quella per la disumanizzazione dell’uomo. A chi gli domandava – durante l’intervista che precedeva lo sceneggiato – se ci fosse un nesso tra Se questo è un uomo e i racconti fantastici, tra Auschwitz e la fantasia speculativa, Levi rispose: “Questo nesso esiste senz’altro: è l’uomo violentato”.
Gli ultimi due racconti, Il sesto giorno e Procacciatori d’affari, sono invece due fantasie allegorico-metafisiche, incentrate sui temi dell’identità dell’uomo e del senso della sua esistenza nel mondo, e magistralmente condotte da Levi lungo i binari – apparentemente divergenti – della commossa partecipazione umana e della sferzante, gelida ironia.

Il versificatore

17 febbraio 1971
Soggetto e sceneggiatura: Primo Levi
Regia: Massimo Scaglione
Durata: circa 45′
Interpreti: Gianrico Tedeschi (il poeta), Milena Vukotic (la segretaria), Angelo Bertolotti (il signor Simpson).
Trama: nella società di un prossimo futuro, la poesia è una merce molto richiesta; un poeta di professione, oberato di lavoro, medita di acquistare un ‘versificatore’, avanzatissimo congegno in grado di sfornare versi a comando; il signor Simpson, rappresentante di apparecchi elettronici, illustra al poeta e alla sua segretaria il funzionamento della macchina, che presto inizia a comportarsi in modo strano e sorprendente…

Tre racconti di Primo Levi

Sceneggiatura: Primo Levi
Scene e costumi: Paolo Bernardi
Regia: Massimo Scaglione
Durata: circa 50′ a episodio

1. La bella addormentata nel frigo
13 gennaio 1978 (Rete 2)
Interpreti: Silvia Monelli (Brunilde), Gipo Farassino (Peter Thörl), Ileana Ghione (Lotte Thörl), Irene Aloisi (Maria Lutzer), Luigi Palchetti (Robert Lutzer), Mariella Furgiuele (Ilse).
Trama: Berlino 2115; i coniugi Peter e Lotte Thörl tengono in casa il corpo ibernato di un ragazza, Brunilde (Patricia nel racconto originale), offertasi volontaria per questo trattamento 140 anni prima; ogni anno, il 19 dicembre (giorno del suo compleanno), la ragazza viene ‘scongelata’ per poche ore e poi richiusa nel suo sarcofago criogenico; questa volta però Brunilde decide di non rientrare nel frigo e di prendersi una lunga ‘vacanza’…

2. Il sesto giorno
20 gennaio 1978 (Rete 2)
Interpreti: Franco Nebbia (il Presidente), Mario Brusa (l’Antipresidente), Egisto Irato (il Consigliere Termodinamico), Mario Marchetti (il Consigliere Chimico), Ottavio Marcelli (il Consigliere Meccanico), Anna Bolens (il Direttore Amministrativo).
Trama: la Commissione incaricata di un compito delicato, la creazione dell’Uomo, è quasi giunta al termine dei lavori, ma i vari Consiglieri non hanno ancora raggiunto un accordo su quale dovrà essere la forma definitiva del nuovo essere: terrestre o acquatico, mammifero o uccello? Quando un accordo sembra finalmente raggiunto, un ordine ‘dall’alto’ cambia ancora una volta le carte in tavola…

3. Procacciatori d’affari
27 gennaio 1978 (Rete 2)
Interpreti: Pierangelo Civera (S), Ruggero De Daninos (G), Renato Scarpa (R), Donatella Ceccarello (B).
Trama: S, un non-nato, riceve la visita di tre ‘rappresentanti’, G, R e B, che gli prospettano la possibilità di venire al mondo, di nascere cioè come essere umano sul pianeta Terra; dopo avergli magnificato le bellezze del mondo e le gioie della vita, i tre – incalzati dalle domande di S – sono costretti ad ammettere che sul nostro pianeta non tutto va per il verso giusto…

Le immagini

1. Angelo Bertolotti e Gianrico Tedeschi (Il versificatore)
2. Milena Vukotic (Il versificatore)
3. Gipo Farassino e Silvia Monelli (La bella addormentata nel frigo)
4. Donatella Ceccarello, Ruggero De Daninos, Renato Scarpa e Pierangelo Civera (Procacciatori d’affari)
5. Pierangelo Civera (Procacciatori d’affari)
6. Primo Levi presenta negli studi Rai di Torino i suoi Tre racconti
7. Storie naturali (Einaudi, 1966)
8. Vizio di forma (Einaudi, 1971)

http://vicolostretto.net/i_racconti_fantastici_di_primo_levi.html





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