Sardegna Sulcis, 30 donne occupano miniera. Sono dipendenti ex Igea

Sardegna Sulcis, 30 donne occupano miniera. Sono dipendenti ex Igea

In trenta hanno deciso nella notte di entrare nella miniera e bloccare le pompe che devono evitare l’allagamento. Obiettivo: ottenere gli stipendi mai pagati e certezze per il futuro.

Foto dal profilo Facebook di Mauro Pili

Sardegna Con un blitz nella notte trenta donne, dipendenti della ex Igea, hanno preso una decisione estrema: occupare la galleria Villa Marini della miniera di Monteponi e il Pozzo T di Campo Pisano, a Carbonia Iglesias. Lo hanno fatto bloccando le pompe di eduzione il cui scopo è di evitare l’allagamento delle gallerie e contemporaneamente rifornire d’acqua i potabilizzatori per la città di Iglesias.

L’ex presidente Pili dà la notizia su Facebook
A dare la notizia su Facebook è l’ex presidente della Regione Sardegna, e oggi deputato Unidos, Mauro Pili: “Con un’azione senza precedenti le donne dell’Igea poco fa hanno occupato la Galleria Marina a Monteponi – scrive – Nel contempo una decina di operai comprese altre donne hanno raggiunto e preso possesso del ‘Pozzo T’ della miniera di Campo Pisano dove si trovano le pompe che sollevano l’acqua con la quale viene fornita la città di Iglesias. La tensione è alle stelle”.

Il blitz dopo le mancate promesse della Regione
“L’operazione è stata decisa durante la notte – continua Pili – dopo che la Regione aveva ancora una volta disatteso qualsiasi tipo di impegno non solo al pagamento degli stipendi arretrati dei lavoratori ma anche la presentazione di un serio piano di rilancio. L’occupazione della Galleria di Villa Marini a Monteponi non ha precedenti nella storia mineraria. Non era mai capitato che sole donne occupassero una miniera. Si tratta di un’azione di protesta senza precedenti”.

Le rivendicazioni: stipendi arretrati 
I dipendenti dell’ex Igea, società in house della Regione Sardegna, ora in liquidazione, rivendicano stipendi arretrati e certezza per il loro futuro. L’Igea è una società nata per provvedere alle bonifiche delle numerose aree minerarie dismesse della Sardegna.

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/lavoratori-igea-occupano-miniera-sulcis-mauro-pili-ba39a644-3466-4da0-84ed-726f29bd9d56.html

 

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G. Petrassi: (Primo) Concerto per orchestra (1934)



Goffredo Petrassi: Grand Septuor avec clarinette concertante

Goffredo Petrassi: Noche Oscura (1950) – Estri (1967

Goffredo Petrassi: Nonsense (1952 e 1964) – Partita per .

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Ricciarda tragedia di Ugo Foscolo. | Digital Collections …

Ricciarda

La Ricciarda fu composta da Foscolo durante il soggiorno fiorentino, tra il 1812 e il giugno del 1813. Fu rappresentata per la prima volta dalla compagnia di Salvatore Fabbrichesi al Teatro del Corso di Bologna, il 17 settembre 1813, alla presenza dell’autore, che rimase insoddisfatto della rappresentazione e soprattutto dell’interpretazione degli attori. Il testo fu poi stampato solo anni dopo, a Londra, nel 1820, presso l’editore John Murray, riscuotendo un discreto successo.

Dopo le tre tragedie di argomento mitologico, Foscolo scelse per la sua ultima tragedia un argomento medievale e un’ambientazione storica suggerita molto probabilmente dall’interesse per Machiavelli e per gli storiografi toscani del Cinquecento, letti nei primi tempi del soggiorno fiorentino.

L’azione si svolge nel corso di un’unica giornata e in un unico luogo, nel rispetto delle unità classiciste, e racconta l’amore contrastato di Ricciarda e Guido, figli rispettivamente di Guelfo, tiranno di Salerno, e di Averardo, fratellastro di Guelfo, defraudato del regno e cacciato in esilio. Averardo ha posto l’assedio a Salerno, ma vuole portare in salvo il figlio Guido che, per rimanere vicino a Ricciarda, si è nascosto nei sotterranei del palazzo di Guelfo, dove si trovano i sepolcri della famiglia. L’azione procede a ritmo serrato, tra colpi di scena, equivoci e riconoscimenti, con i due giovani divisi tra l’amore e gli affetti familiari, e si conclude con l’uccisione di Ricciarda da parte del padre che si trafigge subito dopo. La Ricciarda è una tragedia di grandi contrasti che ripropone alcuni dei motivi consueti negli scritti di Foscolo: il nesso amore-morte, il rapporto padre e figli, il culto dei sepolcri. Non mancano anche qui contenuti politici nella condanna morale di Guelfo, tiranno di Salerno e rivendicazioni, seppur velate dalla trasposizione storica, alla libertà italiana.

http://www.internetculturale.it/opencms/directories/ViaggiNelTesto/foscolo/b8.html

RICCIARDA

E’ spesso, e con pietà il rammenta.

Quanto amar può chi sè medesmo ha in odio,

M’ama; e ciò tempra i suoi furori. A tutti

Svela sue colpe; ma del cor le angosce,

Fuor che a me sola, a tutti asconde. Io sola,

Quand’anche i sgherri suoi trovano il sonno.

Lo intendo andar per la sua vota casa;

E paventa esser solo: e me sua guida

Appella; e dopo un tacer lungo, invoca

Gli avi e la morte e la consorte e i figli.

- Iddio, di cui mai non favella, Iddio,

Non che conforto come a noi, ma speme

Più non gli è di perdono. Oh di che preghi,

Sovra l’altar delle più arcane stanze,

Di che minacce insieme, e di che pianti

Orribilmente insulta il cielo, e trema -,

E geme, e freme… ahi sciagurato padre!

Ed oggi che a battaglia alto vi sfida,

Io so che disperato a pugnar vola

Sol per fuggire i suoi terror sotterra.

Vedi se pianger nol degg’io? Diffida

Di me, nol niego; ma di tutti, e molto

Di sè medesmo ei trema: ed io…. son rea

No, rea non mi tenni io mai

D’amarti:e innanzi che a te invano il padre

Mi promettesse, il sai, gran tempo innanzi,

Da che prima venisti, ed io ti vidi

Giovenilmente generoso e altero,

T’amai, Guido, t’amai; tacita ognora

Arsi quanto il mio core arder potea;

Piansi per te, nè men dolea; t’amai

Quanto amar sa mesta donzella e sola,

Che sol trova in amore ogni conforto;

Ma non mi tenni io rea. Poi quando infausta

Certezza ebb’io d’esser da te divisa,

Più ognor t’amai. Te sempre amo, e ti sono

D’alto innocente eterno amore avvinta;

Se rea…. – e per farmi del tuo core indegna

Forse.

Ricciarda – Liber Liber

Ricciarda tragedia / di Ugo Foscolo. | Digital Collections …

Forse perchè della fatal quïete – Corynorhinus Hans Zimmer

LA CHIOMA DI BERENICE : Catullo Foscolo – Langue Misero Quel Valore Aria (Berenice)

Interviste Impossibili: Ugo Foscolo – controappuntoblog.org

Foscolo, “Notizia intorno a Didimo Chierico”

Che stai? già il secol l’orma ultima lascia

Non son chi fui; perì di noi gran parte ; Mahler, Sinfonía Nº 9, Gustavo Dudamel, IV mov. (parte 1)

Dei Sepolcri, Ultime lettere di Jacopo Ortis : UGO FOSCOLO – T

A Zacinto – Ugo Foscolo , ALBINONI Adagio in G minor …

UGO FOSCOLO : SULL’ORIGINE E I LIMITI DELLA GIUSTIZIA

IN MORTE DEL FRATELLO GIOVANNI : UGO FOSCOLO

il velo delle Grazie Foscolo – Il Trovatore- “D’amor sull’ali rose

LETTERA A MONSIEUR GUILL PER LA SUA INCOMPETENZA A GIUDICARE I POETI ITALIANI

http://www.controappuntoblog.org/2013/03/04/lettera-a-monsieur-guill-per-la-sua-incompetenza-a-giudicare-i-poeti-italiani/

LE ILLUSIONI SECONDO UGO FOSCOLO E GIACOMO LEOPARDI , – IL TRAMONTO DELLA LUNA – Wilhelm Kempff plays Beethoven’s Moonlight Sonata mvt. 3

A egregie cose il forte animo accendono l’urne de’ forti, o …

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Facciamo quadrato! Razzismo istituzionale e violenza fascista

Facciamo quadrato! Razzismo istituzionale e violenza fascista

Che esistano 500 pezzi di un cosiddetto blocco studentesco, con i crani perfettamente a loro agio in via Lombroso, che invece di pensare, come dovrebbero, ai loro viaggi su Marte vogliono vomitare su bersagli facili la propria ignorante frustrazione, è qualcosa di sicuramente disgustoso.

Che nella loro sceneggiata tristemente neofascista abbiano coinvolto anche degli studenti è ancor più deprimente. Che nessuno abbia fermato la pagliacciata di questi esseri miserevoli, che nessuno si sia opposto al fatto che 90 ragazzi fossero lasciati fuori da scuola per colpa di 500 idioti muniti di tricolore, è quasi da vomito.

Che un diritto sancito dalla costituzione, quale il diritto all’istruzione, venga frantumato sotto il peso di un gruppuscolo ignobile e scarso, è indignante. Che le istituzioni nominalmente preposte alla difesa di quel diritto riescano solo a indignarsi a posteriori, la dice lunga sulla loro dignità istituzionale, tanto sbandierata quando si tratta di difendere altri poteri più o meno forti.

Ma il fatto che quando si parla di rom si parli ancora di nomadi, nonostante vivano nel campo di Torrevecchia da 30 anni, è una leggerezza inaccettabile. Il fatto che le associazioni educative per difendere, giustamente, i bambini e ragazzi con cui lavorano da anni, debbano giustificarsi dicendo che lo fanno per amore di accoglienza e inclusione (dopo 30 anni!) non è solo miope, ma rischia di conformarsi indirettamente al gioco di Casa Pound e dei suoi amici. Che i rom vadano integrati, assimilati, è una retorica che finisce per nascondere quello che Casa Pound vuole ignorare: che i rom, in quel campo da 30 anni, sono italiani tanto quanto loro. Il buonismo umanitario finisce sempre per essere l’altra faccia di una retorica dell’emergenza che giustifica ogni obbrobrio razzista.

E che dire del fatto che si voglia negare il diritto all’istruzione a dei bambini di origine migrante, o nomade come sono stati definiti dai giornali? Ricordano qualcosa i casi di respingimenti scolastici di alunni migranti, esclusi dalla scuola perché le aule erano troppo piene, rimandati a casa senza neanche una spiegazione e nessun aiuto di come fare a iscriversi da qualche altra parte?

Inutile ribadire che tutto ciò è permesso grazie agli anni di razzismo istituzionale che tutti noi abbiamo alle spalle, ma che pesano come un macigno sulle vite di migranti e rom. L’unica risposta al razzismo di Casa Pound è la lotta a ogni razzismo istituzionale. Senza le istituzioni che giocano alla selezione su basi razziali, all’esclusione tecnica, al degrado progressivo della scuola pubblica non ci sarebbe nessuno spazio per casa Pound. Nella loro seriale inutilità quelle teste rasate non interesserebbero neppure a Cesare Lombroso.

http://www.connessioniprecarie.org/2014/11/28/facciamo-quadrato-razzismo-istituzionale-e-violenza-fascista/

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Parrots: Majestic Birds (Nature Documentary)


                                        Parrot tulip

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tagliatelle cacao ,gorgonzona e noci : ricetta crisi

ricetta crisi perchè dopo ‘sto piatto reggete tre giorni senza mangiare, pure pe’ a nausea

Le tagliatelle al cacao si preparano come delle normail tagliatelle, ma con l’aggiunta di poco cacao che conferirà un originale colore scuro.
Il gusto amaro del cacao delle tagliatelle al cacao, noci e gorgonzola si stempera nella cremosità della salsa al gorgonzola e noci.

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