habemus legge elettorale : modello peppa big : sportelli lotto intasati!

 

La soglia d’accesso per il premio è stata portata al 37%, con il premio del 15% con tetto massimo del 55% in modo che nessuna coalizione possa avere più del 55% dei parlamenta

Lo sbarramento per l’ingresso in Parlamento (per chi si presenta all’interno di una colazione) si riduce poi al 4,5% ed è prevista la clausola salva-Lega: i partiti che ottengono il 9% in almeno tre regioni rientrano comunque in Parlamento. Sono inserite su richiesta dell’Ncd le multi candidature.

TUTTI A GIOCARSI I NUMERI AL LOTTO!

 

Legge elettorale : cambio sarto per Giorni della merla…

 

processi Berlusconi, Peppa Pig e… il pappagallo pippo : tag …

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Come l’aria, un romanzo di Melinda Nadj Abonji

 Nata in Voivodina, nel nord della Serbia, in una famiglia della minoranza ungherese, Melinda Nadj Abonji nel 1973 giunge, al seguito dei genitori, in Svizzera tedesca, dove è cresciuta. Nel 1997 ha concluso gli studi di germanistica a Zurigo, città in cui vive.

Nel 2004 è uscito il suo primo romanzo Im Schaufenster im Frühling (In vetrina a primavera, non tradotto in italiano) che ha ottenuto numerosi riconoscimenti. Nel 2010 ha ricevuto, prima nella storia, sia il prestigioso Deutscher Buchpreis, sia lo Schweizer Buchpreis per il libro Tauben fliegen auf (Jung und Jung, 2010) – in traduzione italiana Come l’aria (Voland, 2012) – con la motivazione di aver offerto il “ritratto di un’Europa in piena mutazione che non ha ancora chiuso i conti con il suo passato”.

I diritti di traduzione del romanzo sono stati venduti in 16 paesi, tra cui Francia, Spagna,Svezia, Israele.

Ha pubblicato numerosi racconti in riviste ed antologie e si esibisce in performances letterario-musicali in occasione di festival letterari.

http://retedue.rsi.ch/home/networks/retedue/FestivalLetterari/chiassoletteraria/2013/04/22/Melinda-Nadj-Abonji.html?selectedAudio=1

Come l’aria, un romanzo di Melinda Nadj Abonji ita

(noi, che non siamo mai stati aggrediti fisicamente, ma offesi a parole, questo sì, Schissusländer! stranieri di merda!, l’attacco verbale più frequente [...] al Mondial nessuno ci ha mai chiamati Schissusländer, in genere i nostri clienti sono persone curate, portano scarpe pulite di buona fattura [...]; e non mi sono mai fermata a chiedermi sino in fondo cosa c’è di minaccioso in questa correttezza perbene che ordina un caffè).

Una chevrolet marrone

Una chevrolet marrone (daveseven/flickr)

La questione dell’identità e del senso di appartenenza sono centrali nel romanzo di Melinda Nadj Abonij. Un libro in cui chi sa cosa vuol dire “essere straniero” non può non riconoscersi. Alcune riflessioni dell’autrice e la recensione

“Nel 2004 ho accettato un invito di Pro Helvetia a collaborare nella Svizzera romanda con tre artisti internazionali, per sei settimane. Il paesino di Sierre era all’epoca tappezzato di manifesti in formato gigante del Partito del Popolo Svizzero, che raffiguravano delle mani di colori diversi che arraffavano passaporti svizzeri. Con questo tipo di illustrazioni, apertamente razziste, il Partito del Popolo svizzero ha ottenuto che l’iniziativa per una naturalizzazione agevolata per gli immigrati di seconda generazione, venisse rifiutata. I miei colleghi erano indignati per la propaganda xenofoba. Per loro la Svizzera era un paese impegnato in un umanesimo alla Pestalozzi. L’immagine che avevano della Svizzera era fatta di orologi, latte, cioccolata, montagne e formaggio. Discutemmo per ore solo di stereotipi, cominciammo a raccontarci storie represse che erano in totale contraddizione con l’immagine idilliaca che la Svizzera ha di se stessa. Questo il contesto in cui improvvisamente cominciarono a fluire nella mia mente dichiarazioni e atti xenofobi di svizzeri all’indirizzo della mia famiglia, atti ai quali per anni, per decenni non avevo più pensato, ma che erano rimasti sepolti dentro di me.

A Sierre cominciai a lavorare al mio secondo romanzo, e uno dei primi capitoli che scrissi conteneva un fatto reale, la toilette imbrattata del bar in cui con la mia famiglia avevamo lavorato negli anni ’90.

L’atmosfera della Svizzera romanda, inoltre, mi ricordava, in modo difficile da spiegare, quella della mia infanzia in Vojvodina. Sospetto che i maestosi pioppi di Sierre siano responsabili per questa esplosione di ricordi. Avevo conosciuto questi alberi possenti quando vivevo a Zenta, da mia nonna.”

Nasce così “Come l’aria”, di Melinda Nadj Abonji, pubblicato in Italia da Edizioni Voland.

Come l’aria, un romanzo di Melinda Nadj Abonji

come l'aria

Dal sito dell’editore:

La famiglia Kocsis – padre, madre e due figlie, Nomi e Ildikó – torna dopo anni in Vojvodina, nel nord della Serbia, regione dove vive la minoranza ungherese a cui appartiene. Questo è solo uno dei tanti viaggi di ritorno alla propria terra che i Kocsis compieranno. Emigrati tempo prima in Svizzera, dopo vari lavori precari, i Kocsis riescono a farsi una posizione prendendo in gestione un’elegante caffetteria sul lago di Zurigo. Ma quello che sembra il risultato finale di un lungo processo di integrazione si rivela solo un’illusione. Con lo scoppio della guerra in Jugoslavia e il successivo arrivo di profughi in Svizzera, riemergono tutti i problemi di identità che parevano superati. Un romanzo sulla difficile ricerca di una nuova patria e nello stesso tempo sul legame indissolubile con le proprie radici. E la voce è quella della giovane Ildikó, che osserva con occhio ironico la storia della sua famiglia mentre conduce una vita in bilico tra due realtà: quella svizzera a cui non è mai davvero appartenuta, e quella della minoranza ungherese in Serbia a cui già non appartiene più.

traduzione di Roberta Gado

pp. 256, Voland, giugno 2012

Melinda Nadj Abonji

Melinda Nadj Abonji, scrittrice e musicista, è nata nel 1968 a Becsej, in Serbia, ma è cresciuta e vive in Svizzera. Nel 2004 è uscito il suo primo romanzo Im Schaufenster im Frühling (In vetrina a primavera), che ha ottenuto numerosi riconoscimenti. Nel 2010 ha ricevuto, prima nella storia, sia il Deutscher Buchpreis sia il Schweizer Buchpreis per Tauben fliegen auf, in italiano Come l’aria, con la motivazione di aver offerto il “ritratto di un’Europa in piena mutazione che non ha ancora chiuso i conti con il suo passato”. I diritti di traduzione del romanzo sono stati venduti in 16 paesi, tra cui Francia, Spagna, Svezia, Israele.

Fra Vojvodina e Svizzera, fra guerra e pace, fra passato e presente, fra status quo e cambiamento. Il dilemma dell’appartenenza e dell’identità applicati al contesto specifico dell’emigrazione balcanica in Svizzera. Un libro in cui chi sa cosa vuol dire “essere straniero” non può non riconoscersi. Il tutto condito dalla specificità balcanica: l’autrice, così come la protagonista, Ildikò Kocsis, è cresciuta in Svizzera ma ungherese di Vojvodina, la provincia autonoma creata da Tito all’interno della Serbia.

Il libro contiene immagini della vita in Vojvodina, e quadri della Svizzera tedesca, dove la famiglia Kocsis è emigrata prima della dissoluzione della Jugoslavia. Gli avvenimenti storici più drammatici dei Balcani, dal fascismo, al comunismo alla guerra, fanno capolino a ogni pagina.

La lettura evoca l’alternanza di vecchie pellicole color nero di seppia che scorrono lentamente col sottofondo sonoro della pizza che sferraglia e foto svizzere digitali da sfogliare come slides di powerpoint. I capitoli della vita in Vojvodina, delle vacanze a casa dalla nonna, dove tutto è rimasto com’era, si alternano all’esistenza in Svizzera, placida e pacata solo in apparenza. Curiosamente l’effetto passato-presente, cinema in bianco e nero / slides, si riscontra anche in quei capitoli che descrivono avvenimenti che hanno luogo nel medesimo arco di tempo. La prosa della Nadj Abonji è estremamente fluida, con periodi lunghi e cadenzati da frasi brevi. È l’uso quasi esclusivo delle coordinate che fa pensare ai fotogrammi di una pellicola o alle diapositive. È la prosa stessa, così incisiva, a suggerire l’idea di immagini affiancate l’una all’altra. L’uso continuo e abbondante dell’Erlebte Rede, del discorso indiretto libero, tipico del tedesco, è spia dell’educazione, o se si preferisce, della formazione, ricevuta dall’autrice. La lingua originale dell’opera, infatti, non è l’ungherese, lingua madre della scrittrice, ma il tedesco.

Quando finalmente arriviamo con la nostra macchina americana, una Chevrolet marrone scuro, cioccolato, si potrebbe dire...” Così prende avvio la narrazione. L’auto che rientra in Vojvodina è un’immagine ricorrente, potente, che spesso apre i capitoli ambientati in Serbia. Non solo il simbolo dell’affermazione sociale ed economica raggiunta in Svizzera, ma il veicolo con cui tornare indietro nel tempo. Il caos scoppiettante dei Balcani, le minacce fasciste, le espropriazioni comuniste, la guerra, si contrappongono alla tranquillità della vita svizzera, dove non succede mai niente. Il prezzo da pagare per la tranquillité è la rinuncia alla propria individualità. La critica velata al perbenismo svizzero evoca Friederich Dürrenmatt, scrittore svizzero-tedesco, che non ha lesinato critiche al proprio paese per l’abitudine a fingere di essere perfetti e sentirsi migliori degli altri. Una rinuncia forse non facile ma possibile per i genitori di Ildiko, inaccettabile per quest’ultima. “Come l’aria” è anche un romanzo che vede contrapposte due generazioni, alla “Padri e figli” di Turgenev. La cesura con i genitori, che si consuma con la loro partenza dalla Vojvodina, e si realizza ad anni di distanza, è l’eterna contrapposizione fra ciò che si è e ciò che si vuole, fra le aspettative dei padri e le aspirazioni dei figli. È Mamika, la nonna, il nume tutelare, l’angelo custode della famiglia, a tenere insieme le due generazioni a capire gli uni e gli altri, a offrire refrigerio a tutti sotto l’ombra dei suoi rami. Una figura vaga, eterea, commovente, semplice e saggia come tutte le nonne del mondo, marchiata dalla sofferenza delle minacce fasciste prima, delle espropriazioni comuniste poi.

La questione dell’identità e del senso di appartenenza sono centrali nel romanzo di Melinda Nadj Abonij, emergono a ogni pagina, dai dettagli più insignificanti. La Traubisoda, la bibita autoctona di Vojvodina che fa dire: «siamo ungheresi di Vojvodina e ci sono cose buone anche da noi» è un’affermazione volitiva, la dimostrazione che ungheresi di Vojvodina e svizzeri sono al medesimo livello, una dichiarazione che però non trova attuazione pratica. I compagni di classe svizzeri non sapranno mai quanto è buona la Traubisoda. Al contrario, l’abitudine dei giovani svizzeri di uscire dalla casa paterna a diciotto anni viene messa risolutamente in atto da Ildikò, che decide di lasciare il caffè gestito dalla propria famiglia (nonché la famiglia stessa) in seguito a un episodio di razzismo. La guerra in Jugoslavia e la conseguente ondata di profughi in Svizzera stuzzicano il sentimento xenofobo che si nasconde sotto l’ipocrisia svizzera. Non è sufficiente per uno straniero sentirsi svizzero per poter appartenere alla Svizzera: il senso di appartenenza deve essere sancito dalla comunità locale, che gode del diritto di accettare o di respingere, di premiare o di punire, di dare il giusto riconoscimento o di mandare in frantumi una vita di sacrifici e di lavoro. Le pagine che descrivono la votazione per alzata di mano che sancisce il diritto della famiglia Kocsis ad avere la cittadinanza suscita un senso di disgusto e vergogna per una procedura inumana e ingiusta.

Il modo in cui è affrontato il tema dell’identità richiama alla mente un potente riferimento letterario, quello di Amin Malouuf, scrittore franco-libanese trapiantato a Parigi, che all’identità ha dedicato un trattato. L’identità non è definibile a compartimenti stagni e a frazioni. Non si hanno diverse identità, ma una sola, che risulta dalla combinazione di tutti gli elementi che la compongono, la cui combinazione risulta unica in ogni individuo.

L’autrice spiega: “È importante ricordare che “identità” è un concetto tarato, spesso abusato nel contesto politico. La politica vuole costruire un’identità nazionale per attaccare gli uomini più facilmente per ragioni ideologiche. Io credo che uno dei problemi più urgenti in Europa sia proprio il ricorso a questa mitica e superiore identità nazionale. Ritengo tuttavia che l’identità non esista, dal momento che nulla è esattamente identico, nessun uomo è uguale all’altro. È una delle sfide più belle e importanti della letteratura differenziare dal tutto, raccontare destini differenti, così che i lettori possano approdare dalla distanza alla simpatia.

Il filosofo Sreten Ugričić ha scritto che solo cose differenti, uomini, culture, fenomeni, concetti, possono essere simili e che la somiglianza è competenza esclusiva della forza creativa. La trovo una dichiarazione estremamente saggia, dalla portata rivoluzionaria, perché in tal modo ogni uomo è chiamato a percepire i legami con gli altri uomini e con tutto ciò che lo circonda, e a cercare le somiglianze con il diverso. Un concetto diametralmente opposto a molti politici e alla loro identità nazionale. Il concetto di identità dovrebbe essere abolito, al suo posto bisognerebbe parlare di somiglianze, solo queste hanno il potenziale di superare le frontiere. A questo è associata l’affermazione della sorella dell’Io-narrante nel mio romanzo, che ritiene che siano creature meticce. ‘Le creature meticce sono tendenzialmente più felici, perché sono a casa in più mondi, si sentono a casa dove capita ma non sono obbligate a sentirsi a casa da nessuna parte’

http://www.balcanicaucaso.org/aree/Serbia/Come-l-aria-un-romanzo-di-Melinda-Nadj-Abonji-125989

 




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Iris scanner technology shelved: Samsung Galaxy S5 and LG G3 might come with fingerprint sensors instead : Agamben, Che cos’è un dispositivo

Iris scanner technology shelved: Samsung Galaxy S5 and LG G3 might come with fingerprint sensors instead

Posted: , by Victor H

The Samsung Galaxy S5 rumors craze has officially begun. We’re just a couple of months away from the big Galaxy S5 unveiling that is expected happen by the end of April, and all kinds of sources take their turn spinning the rumor mill.

The latest rumor claims that the earlier talked about iris scanner won’t make it on the Galaxy S5, and instead, Samsung will equip its new flagship with a fingerprint sensor. The whisper comes from an ‘industry source’ speaking for the usually reliable Korea Herald.

“Among the different types of biometric sensors that Samsung is testing for its Galaxy S5, the tech giant will go for fingerprint authentication rather than unintuitive user experience of iris recognition,” said the industry source who remained private. “Who would want to put their handset up close to their eyes for authentication in places like movie theaters and bed, or even while they are driving?”

Iris recognition is a feature that sounds cool on paper, but is very hard to implement, and plain impractical in many situations (imagine having to do an iris scan to unlock your phone while driving!).

Interestingly, this rumor has it that Samsung is working on integrating the fingerprint sensor under the display itself. This would allow users to scan fingerprints directly on the screen, and not on a dedicated button. The approach is different from what Apple uses in its iPhone 5s, where the fingerprint reader is hidden beneath the home key.

LG is allegedly also working on including a fingerprint sensor in its forthcoming G3 flagship smartphone. If true, this all marks a very clear trend in the Android world to follow suit with Apple’s decision in favor of including a fingerprint reader. We’ve previously heard from Samsung’s own Lee Young-hee that while the Korean company is working on implementing iris scanning technology, it is not something that’s set in stone to arrive in a smartphone.

Finally, there are also definite technology limitations for iris scan technology:

“In order to enable iris recognition on a smartphone, an extra camera designed specifically for the identification technology should be installed, which will make the smartphone bigger since there will be three camera modules,” a market source explained. “And since iris recognition requires a long range camera, the smartphone, if fitted with the camera, needs a completely different design from previous models.”

 

http://www.phonearena.com/news/Iris-scanner-technology-shelved-Samsung-Galaxy-S5-and-LG-G3-might-come-with-fingerprint-sensors-instead_id51601

Samsung Galaxy S5 | Sensore d’impronte digitali integrato nel display ma nessun scanner dell’iride

Di il 21 gennaio 2014

s5 concept video

Samsung Galaxy S5 nuovamente al centro della scena grazie al The Korea Herald che avrebbe smentito speculazioni diffuse in precedenza sui sensori che troveremo a bordo del prossimo top gamma. Secondo il report, Samsung Galaxy S5 avrà certamente un sensore di impronte digitali integrato nel display, quindi non dovremo premere su nessun tasto fisico per sbloccare o utilizzare qualsivoglia applicazione che ne richieda l’utilizzo.

Inoltre la voce riguardante un eventuale sensore di scansione della retina viene smentita dal Korea Herald confermandone l’assenza su questo dispositivo. Tuttavia la società aveva presto inizialmente in considerazione l’ipotesi di integrare uno scanner dell’iride, ma essendo una tecnologia probabilmente ancora troppo acerba e con ripercussioni sullo spessore o altri effetti sulla sicurezza dell’utente, ne avrebbe escluso per il momento l’utilizzo.

http://samsung.hdblog.it/2014/01/21/samsung-galaxy-s5-sensore-dimpronte-digitali-integrato-nel-display-ma-nessun-scanner-delliride/

LG potrebbe inserire un sensore di impronte digitali nei propri dispositivi entro il 2014

Da qualche mese a questa parte sono state molte le voci che parlano dell’implementazione di un sensore di impronte digitali da parte di LG, secondo le ultime indiscrezioni l’azienda è decisa ad implementarlo entro il 2014.

lg

Stando alle ultime indiscrezioni LG sarebbe intenzionata ad inserire il sensore nei prossimi Top di gamma che verranno rilasciati entro il 2014. Secondo ETNews Corea non solo il prossimo LG G3 avrà il sensore di impronte digitali ma anche il G PRO 2, successore del G PRO, primo phablet da 5,9 pollici con una risoluzione Quad HD (2560×1440) che dovrebbe essere presentato durante il prossimo MWG.

Una domanda che gli utenti si stanno facendo riguarda la sua funzionalità. Gli utenti vorrebbero una personalizzazione di tale tecnologia, si pensa, ad esempio, alla possibilità di aprire una determinata applicazione piuttosto di un’altra con diverse dita, alla possibilità di chiamate rapide e tanto altro ancora.

Un’altro quesito che attualmente non ha risposta è il posizionamento del sensore, visto lo scarso successo del tasto multifunzione posizionato sul retro dell’ultimo dispositivo rilasciato.

Secondo voi quanto ha influenzato l’implementazione del sensore di impronte digitali di Apple sul mercato mobile? Come saranno questi sensori “concorrenti” del touch ID?

http://www.ispazio.net/459410/lg-potrebbe-inserire-un-sensore-di-impronte-digitali-nei-propri-dispositivi-entro-il-2014

iPhone: sensore impronte digitali già violato

Wall Street Italia – lun 23 set 2013

NEW YORK (WSI) – Alcuni hacker del Chaos Computer Club (CCC), organizzazione con sede in Germania, hanno dimostrato che ci vuole ben poco per creare un dito finto e sbloccare il TouchID del nuovo iPhone 5s. Basterebbe un’impronta digitale dell’utente, che possiede il telefono, fotografata da una superficie di vetro per così creare un dito finto. La Apple ha presentato pochi giorni fa il nuovo iPhone con un sensore di impronte digitali, a detta loro, molto più sicuro di quello precedente. A conti fatti le cose non sembrano stare proprio così. L’hacker soprannominato Starbut, ha voluto precisare: “In realtà, il nuovo sensore della Apple ha solo una risoluzione maggiore rispetto a quelli precedenti. Sono anni che diciamo che le impronte digitali non dovrebbero essere utilizzate per questo tipo di cose. Il motivo è semplice, le si lascia ovunque ed è fin troppo facile ricreare delle dita finte” Frank Rieger, portavoe del CCC, ha aggiunto: “Ci auguriamo che questo metta finalmente fine all’illusone che hanno le persone sulla biometrica. Questa è una tecnologia che viene usata soprattutto per l’oppressione e il controllo e non per proteggere i dispositivi che usiamo tutti i giorni

http://it.finance.yahoo.com/notizie/iphone-sensore-impronte-digitali-gi%C3%A0-103252012.html

“METHOD AND SYSTEM FOR ANTICIPATORY PACKAGE SHIPPING” : AMAZON; Dalla sorveglianza moderna alla New Surveillance ed altro…

Giorgio Agamben, Che cos’è un dispositivo

Dalla sorveglianza moderna alla New Surveillance. Il ruolo delle tecnologie informatiche nei nuovi metodi di controllo sociale

Facebook riconoscerà le emozioni dei nostri post; Facebook ‘deep …

10 motivi per ricordare Aaron Swartz – Aaron Swartz: The …

Michel Foucault- Sorvegliare e Punire. | controappuntoblog.org

NSA collecting phone records of millions of Verizon customers daily …

The Conversation film 1974 – La conversazione …

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PRISM è un regime di intercettazione globale. La storia della NSA, il …

La spia (The Thief, 1952) | controappuntoblog.org


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CALVELLO E LA SPLENDIDA NATURA DELLA LUCANIA

 

 

Calvello Basilicata CALVELLO E LA SPLENDIDA NATURA DELLA LUCANIAIl piccolo borgo di Calvello, è uno dei punti di accesso al Parco Nazionale dell’Appennino Lucano-Val d’Agri Lagonegrese, all’interno del quale si snodano numerosi sentieri e mulattiere tracciati dai boscaioli o dai pastori, ideali per un’escursione nella natura. Si percorrono a piedi, a cavallo o in mountain bike e d’inverno con gli sci di fondo o le racchette da neve.

Tra questi, il sentiero che conduce alla Riserva regionale dell’Abetina di Laurenzana: trecento ettari di boschi, popolati da magnifici esemplari di abete bianco, faggi e cerri, che ricoperti di neve, richiamano scenari tipicamente nordici.

Lago Ponte Fontanelle Basilicata 300x199 CALVELLO E LA SPLENDIDA NATURA DELLA LUCANIA

Come quelli del lago di Ponte Fontanelle o diga della Camastra, con il verde intenso della vegetazione che lambisce l’acqua, creando magnifici contrasti cromatici.

Si può attraversare in macchina, il bosco di Riffreddo di Pignola, raggiungibile con la tortuosa ma panoramica provinciale 142, che attraversa folti faggeti e conduce a Pignola. È la terra dei cieli stellati, godibili grazie al bassissimo inquinamento luminoso. Non a caso ad Anzi, in località Santa Maria, c’è il Planetario-Osservatorio Astronomico. Si torva sul monte Siri ed è aperto la domenica dalle 10:30 alle 12:30.

Per altri orari occorre prenotare all’Associazione Teerum valgemon aesai.

Museo del Lupo Viggiano Basilicata CALVELLO E LA SPLENDIDA NATURA DELLA LUCANIALa stessa, che nel periodo natalizio organizza visite guidate al presepe di Anzi, con dieci scene collocate su una superficie di 40 metri quadri, particolarità che lo rende il quarto presepe più grande d’Europa.

A Viggiano, merita una visita il Museo del lupo, in una baita a 1400 metri di quota, proprio di fronte le piste da sci.

Santuario Madonna del Monte Saraceno Calvello 300x225 CALVELLO E LA SPLENDIDA NATURA DELLA LUCANIA

Di grande suggestione, anche il Santuario della Madonna del Monte Saraceno, a 10 chilometri da Calvello, in posizione panoramica a 1.230 metri di altitudine.

SCI, CIASPOLE E TARTUFI

Le montagne che circondano Calvello, sono tra le destinazioni sciistiche più gettonate della Basilicata. Buoni gli impianti sciistici sul monte Volturino, a 1.800 metri.

A 1700 metri invece, si trovano le piste da sci della Montagna Grande di Viggiano o della Sellata-Pierfaone-Arioso. Sono innevate per la maggior parte dell’inverno e oltre allo sci da discesa, in queste località, è possibile fare sci di fondo ed escursioni con le ciaspole.

A bassa quota, si organizzano anche passeggiate tematiche, come la cerca del tartufo, in cui ci si avventura nel bosco insieme ai tartufai e ai loro cani.

C’è poi quella che da Calvello, porta al Centro didattico Energia e Territorio in località Cacciatizze, per un viaggio alla scoperta delle fonti energetiche e del petrolio, di cui la Basilicata e queste zone in particolare sono ricche.

Prima di ripartire, è d’obbligo l’acquisto di un piccolo souvenir di Calvello, famosa per l’arte della ceramica, chiamata localmente “faenza”. La lavorazione di brocche, piatti, bicchieri e oggetti d’arredo, risale al Medioevo e in alcune botteghe, ancora oggi, sono realizzati seguendo le antiche tecniche. Sui manufatti, come motivo decorativo, ricorre spesso un uccello intento a beccare un ramoscello di quercia.

COME RAGGIUNGERE CALVELLO

Calvello (Potenza), si raggiunge in auto con l’A3 Salerno Reggio Calabria fino a Sisignano; da qui, si segue il raccordo autostradale fino a Potenza, poi la statale 407 Basentana fino ad Albano di Lucania, si prosegue sulla provinciale 32 per Laurenzana e sulla strada comunale per Calvello.

http://www.emozioniinviaggio.net/calvello-e-la-splendida-natura-della-lucania

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gli ultimi due “introversi” impiccati

 

In: Cronaca, Montalto di Castro, Nera

13 gennaio 2014 – 17:06

MONTALTO DI CASTRO – Un operaio di 52 anni, in cassa integrazione da tre, si toglie la vita impiccandosi ad un albero del giardino di casa. Il fatto è avvenuto nel tardo pomeriggio di ieri in strada Principessa, nelle campagne di Pescia Romana. A effettuare la macabra scoperta sono stati i familiari che non vedendolo rientrare in casa per la cena lo hanno cercato. Immediato l’allarme al 118, ma i soccorsi, giunti sul posto, non hanno potuto far altro che accertare il decesso del poveretto. I carabinieri della locale stazione, intervenuti sul luogo del suicidio, hanno inutilmente cercato tracce di lettere o biglietti lasciati per giustificare l’insano gesto. Sgomento nella famiglia per l’inspiegabile e drammatico atto.

http://www.ontuscia.it/cronaca/cassintegrato-52enne-si-impicca-a-pescia-romana-123066

Cronaca, Tarquinia

Si impicca nel garage: addio “all’introverso”

TARQUINIA – Si è tolto la vita lasciando andare appeso alla trave del garage della sua abitazione nel centro storico di Tarquinia. Così ha deciso di andarsene Giancarlo Vallesi, di 61 anni, che oggi pomeriggio è stato trovato senza vita  dai carabinieri della stazione di Tarquinia dopo l’allarme lanciato da alcuni famigliari. Vallesi abitava con la mamma anziana di  93 anni e lascia un fratello molto noto in città e una sorella. Inquivocabile il gesto di un uomo che era conosciuto in città come “l’Introverso” proprio per la sua natura schiva e molto riservata. Il gesto sarebbe avvenuto stamattina, la salma è stata subito riconsegnata ai famigliari.

(28 Gen 2014 – Ore 21:29)

http://www.civonline.it/articolo/si-impicca-nel-garage-addio-allintroverso

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I fallimenti della scienza economico-finanziaria : LEFTCOM

I fallimenti della scienza economico-finanziaria

Gli esperti borghesi, stipendiati a servizio del capitale, hanno coltivato la speranza che a seguito della crisi qualche correzione nei complicati meccanismi finanziari (non certo in quelli produttivi) sarebbe stata la politica dei vari governi. Nulla di ciò è avvenuto e così si piange, qua e là, su un ciclo di accumulazione del capitale da anni ufficialmente “stagnante”, per lo meno in tutte le economie occidentali. Ed altrove comincia a dare segni di evidente sofferenza.

Per contro, hanno ripreso una marcia, che avrebbe invece dovuto arrestarsi, quei processi ai quali fu addebitata l’origine stessa della crisi: cartolarizzazioni, “convivenze” fra banche ordinarie e d’investimento, speculazioni e relativi scandali ultra miliardari. Molti ricorderanno il meccanismo dei sub-prime, prestiti immobiliari fatti (pur di movimentare il… mercato) anche a chi non avrebbe potuto restituirli e poi ceduti dalle banche ad altri “investitori” con le tecniche della cartolarizzazione (incorporazione dei crediti in titoli negoziabili sul mercato). Una “irresponsabilità” denunciata ipocritamente dai moralizzatori del sistema, ma che consentiva di far “girare” i prestiti cedendoli facilmente ad altri. Quindi la banca che emetteva il titolo non si preoccupava molto della qualità dello stesso e apriva porte e finestre alla proliferazione dei vari salsicciotti (subprime): Cdo, Clo, Abs, Mbs, eccetera. Ed oggi il loro massiccio ritorno sul mercato (se ne parla alla luce del sole…) sembra essere bene accolto persino dalla BCE a nome della “massa” di investitori alla ricerca della famosa trasformazione di D in D’. Altra speranza (scientifica?): con l’aumento delle cartolarizzazioni sarebbero ripresi i flussi di credito delle banche verso gli operatori dei settori industriali…

In proposito, l’unione Europea ha allo studio da anni delle norme in formulazioni invise a questa o quella lobby finanziaria. E’ scontato che se saranno introdotte delle regole, marginali e solo… solleticanti per il settore bancario, l’unico risultato sarà solo una complicazione burocratica della gestione degli affari, sempre sporchi! Già lo si constata con le farraginose regole che dovrebbero riguardare gli hedge fund e i fondi di private equity. Vani i tentativi di trovare un equilibrato rapporto fra i capitali e tutte le attività a rischio (capital ratio), oltre quelle totali (leverage ratio), nel confronto con la capacità di fronteggiare gli impegni finanziari a breve (liquidity ratio).

Il calcolo del leverage ratio si baserebbe su un indice a livello del 3% delle attività complessive: basta un capitale di 3 euro ogni 97 euro di debiti. I più “critici” chiedono il 10%. E viene sempre tollerata la presenza dei derivati e altre attività di quel tipo nei bilanci bancari. Così negli USA alcune grandi Banche stanno pagando grosse somme (penalità di decine di miliardi di dollari, una cinquantina!) a riparazione delle gansteristiche operazioni sub-prime. Ciò nonostante, i bilanci delle Banche vanno a gonfie vele: se qualche passivo ci sarà lo pagheranno gli azionisti ma non i grossi manager (e i loro bonus), cioè i veri responsabili di alcuni conti in rosso.

Quanto a quello spettro (parafrasando Marx!) che s’aggira per il mondo (la tendenziale caduta del saggio di profitto) c’è chi si consola blaterando di “una previsione non azzeccata da Marx”. Un errore del “filosofo di Treviri”, a seguito della sua teoria del valore e di un supposto crollo del capitalismo. Colpa della “dialettica hegeliana” che avrebbe portato Marx ad

una previsione che ogni giorno il capitale smentisce riuscendo dopo più di cento anni, e nonostante acciacchi anche gravi, a sopravvivere con rinnovata vitalità.

Pensieri di un R. C. Gatti (Segreteria nazionale Lega dei socialisti). Altri pensatori, a… sinistra – seguendo la scia fumosa di quello che figura come il massimo economista del secolo scorso, Keynes – ripetono con “spirito riformista” gli aforismi del Maestro:

Il capitalismo non è intelligente, non è bello, non è giusto, non è virtuoso e non produce i beni necessari. In breve, non ci piace e stiamo cominciando a disprezzarlo. Ma quando ci chiediamo cosa mettere al suo posto, restiamo estremamente perplessi.

… E quindi gli applicano qualche cerotto!

I difensori della tesi dei mercati efficienti, di merci e di denaro, soffocano in una palude di retorica liberista, con “sfide scientifiche” uscite malconce negli ultimi accadimenti; ora ci si lamenta dei “fattori psicologici” che dominerebbero i mercati finanziari, soggetti ad ondate imponderabili di euforia o di panico. Le bolle speculative si gonfiano e scoppiano rendendo instabile il sistema economico complessivo… Sarebbe questa la causa dei cicli di boom e di depressione nella produzione di merci e nell’occupazione.

Fumano, dunque, le teste pensanti della borghesia, fino a ieri sventolanti la bandiera della libertà e deregolamentazione dei mercati. Mancano “comportamenti razionali degli agenti economico-finanziari”. Qua e là qualche timido tentativo di ricerche alternative sfiorate dal dubbio che, forse, le stesse bolle speculative non siano “anomalie” dovute ad esplosioni momentanee di irrazionalità individuali, bensì la conseguenza del presente “regime”. Dove la produzione di merci (e relativo plusvalore) non riesce più ad incrementare un’accumulazione di capitale sempre più in crisi: che fare se non ricorrere alla illusione del denaro che di per sé produce denaro? Con momentanei salti di gioia degli apologeti del mercato finanziario e della sua centralità, i quali, quando criticano Keynes, lo fanno solo per quella sua altra idea di una “repressione della finanza” quale antidoto ai malanni del capitalismo… I quali, comunque, restano inguaribili.

DC
Martedì, January 28, 2014

http://www.leftcom.org/it/articles/2014-01-28/i-fallimenti-della-scienza-economico-finanziaria

Deflazione, Italia ed Europa a rischio

investire oggi News: sofferenza banche: dalla cina , germania alla norvegia,Pimco,canone rai, Pensione quota 96 e Castelli da favola!

Orizzonte 2020: 15 miliardi di euro per i primi due anni ; Solo austerity? l’Europa senza principi e la politicizzazione della povertà

 

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