Paperman (full HD) – John Kahrs – SIGNS : comunicazione non verbale



ITALIAN IN 10 MINUTES – BEST COMPLETE GESTURE’S LESSON – by CARLO AURUCCi – treccani : documanti politici, canta napoli, cultura

Pubblicato in cultura | Contrassegnato | Lascia un commento

DYLAN THOMAS : Do not go gentle into that good night – - In Memoriam Igor Stravinsky

Poesie scelte: DYLAN THOMAS, Non andartene docile in quella buona notte (Maggio 1951).

 

Non andartene docile in quella buona notte,
I vecchi dovrebbero bruciare e delirare al serrarsi del giorno;
Infuria, infuria, contro il morire della luce.

Benché i saggi conoscano alla fine che la tenebra è giusta
Perchè dalle loro parole non diramarono fulmini
Non se ne vanno docili in quella buona notte,

I probi, con l’ultima onda, gridando quanto splendide
Le loro deboli gesta danzerebbero in una verde baia,
S’infuriano, s’infuriano contro il morire della luce.

Gli impulsivi che il sole presero al volo e cantarono,
Troppo tardi imparando d’averne afflitto il cammino,
Non se ne vanno docili in quella buona notte.

Gli austeri, prossimi alla morte, con cieca vista accorgendosi
Che occhi spenti potevano brillare come meteore e gioire,
S’infuriano, s’infuriano contro il morire della luce.

E tu, padre mio, là sulla triste altura maledicimi,
Benedicimi, ora, con le tue lacrime furiose, te ne prego.
Non andartene docile in quella buona notte.
Infuriati, infuriati contro il morire della luce.

Do not go gentle into that good night,
Old age should burn and rave at close of day;
Rage, rage against the dying of the light.

Though wise men at their end know dark is right,
Because their words had forked no lightning they
Do not go gentle into that good night.

Good men, the last wave by, crying how bright
Their frail deeds might have danced in a green bay,
Rage, rage against the dying of the light.

Wild men who caught and sang the sun in flight,
And learn, too late, they grieved it on its way,
Do not go gentle into that good night.

Grave men, near death, who see with blinding sight
Blind eyes could blaze like meteors and be gay,
Rage, rage against the dying of the light.

And you, my father, there on the sad height,
Curse, bless me now with your fierce tears, I pray.
Do not go gentle into that good night.
Rage, rage against the dying of the light.

http://www.libriantichionline.com/divagazioni/dylan_thomas_non_andartene_docile_quella_buona_notte_maggio_1951

DYLAN THOMAS : Was there a time – Ci fu un tempo

“And Death Shall Have no Dominion ” by Dylan Thomas

Pubblicato in cultura, musica | Contrassegnato , | Lascia un commento

DYLAN THOMAS : Was there a time – Ci fu un tempo

Ci fu un tempo

Ci fu un tempo che i funamboli con i loro violini
Nei circhi dei bambini potevano frenarne i turbamenti ?
Ci fu un tempo che potevano piangere sui libri,
Ma il tempo ha posto il verme sul loro sentiero.
Sotto l’arco del cielo essi non sono al sicuro.
Ciò che rimane ignoto in questa vita è più sicuro.
Sotto i segni del cielo chi è privo di braccia
Ha le mani più nette, e, come il fantasma senza cuore
È il solo illeso, il cieco vede meglio.

Was there a time

Was there a time when dancers with their fiddles
In children’s circuses could stay their troubles?
There was a time they could cry over books,
But time has set its maggot on their track.
Under the arc of the sky they are unsafe.
What’s never known is safest in this life.
Under the skysigns they who have no arms
Have cleanest hands, and, as the heartless ghost
Alone’s unhurt, so the blind man sees best.

“And Death Shall Have no Dominion ” by Dylan Thomas

Pubblicato in cultura | Contrassegnato | Lascia un commento

George Gershwin – Porgy and Bess suite – summertime: Maria e Billie


“Porgy And Bess” | controappuntoblog.org

Pubblicato in musica | Contrassegnato | Lascia un commento

Strage a Rovigo: quattro operai morti per esalazioni di sostanze chimiche

Strage a Rovigo: quattro operai morti per esalazioni di sostanze chimiche

Due operai e il conducente dell’autocisterna sono morti sul colpo per le esalazioni tossiche. Un quarto cadavere è rinvenuto mentre i vigili del fuoco bonificavano l’area. Un quinto dipendente dell’azienda che tratta rifiuti industriali è ricoverato in gravi condizioni

Strage a Rovigo: quattro operai morti per esalazioni di sostanze chimiche

Quattro operai morti e uno ferito in modo grave nell’incidente che si è verificato  in provincia di Rovigo, in una fabbrica che si occupa del trattamento dei rifiuti industriali. La ditta Co.Im.Po ha sede ad Adria. Le vittime sono due operai e il conducente del mezzo, i vigili del fuoco, dopo aver bonificato il luogo dell’incidente hanno recuperato il corpo di un quarto operaio. Restano invece stabili, e gravi, le condizioni dell’uomo trasportato in ospedale.

Ad uccidere i dipendenti della ditta sarebbe stato un mix incontrollato di sostanze chimiche le cui esalazioni sono state fatali. Secondo una prima ricostruzione, che dovrà essere supportata dai risultati delle autopsie e delle analisi chimiche, non c’è stata alcuna esplosione: gli operai, che secondo quanto si apprende non indossavano le maschere di protezione, avrebbero gettato dell’acido solforico in una vasca che molto probabilmente conteneva già ammoniaca. Il mix delle due sostanze, non controllato, avrebbe provocato le esalazioni che hanno investito i cinque operai, quattro dei quali sono morti sul colpo.

Secondo le prime informazioni dei vigili del fuoco, gli operai avrebbero tentato di soccorrere un compagno di lavoro che si era sentito male, poi deceduto mentre stava pulendo l’autocisterna. Il particolare emerge dalla prima sommaria ricostruzione della tragedia. Lo sversamento dell’acido solforico ha causato la morte immediata degli operai che sarebbero deceduti a causa dell’intossicazione. Un quinto operaio è rimasto gravemente ferito per le esalazioni.

Inutili i soccorsi per i tre lavoratori dal Suem di Rovigo. Sul posto i vigili del fuoco di Adria che hanno provveduto a mettere in sicurezza l’area e nelle operazioni di soccorso. Il rischio di formazione di una nube tossica ostacola le operazioni dei vigili del fuoco. Sul posto anche i tecnici dell’Arpav con le centraline mobili per monitorare l’aria.

La Procura della Repubblica di Rovigo ha aperto un fascicolo per stabilire la dinamica e le cause esatte della tragedia. Le indagini sono coordinate dal sostituto procuratore di turno. Il sindaco di Adria Massimo Barbujani ha proclamato il lutto cittadino, due delle vittime sarebbero originarie della cittadina rodigina.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/09/22/strage-a-rovigo-quattro-operai-morti-per-esalazioni-di-sostanze-chimiche/1128975/

Pubblicato in la strage è di Stato, schiavitù e capitalismo | Contrassegnato , | Lascia un commento

PKK leader accuses Turkey of “collaboration” with ISIS – appeal “all Kurds to unite their forces”

Siria: appello Pkk a militanti, mobilitazione contro Is

Articolo pubblicato il: 22/09/2014

I vertici del Partito dei Lavoratori Curdi (Pkk) hanno lanciato un appello ai militanti affinché si rechino in Siria a combattere i jihadisti dello Stato Islamico (Is) che negli ultimi giorni hanno cinto d’assedio le aree a maggioranza curda. Lo ha riferito l’agenzia Firat, ritenuta vicino al Pkk. In una nota, il gruppo ha chiesto una “mobilitazione” contro l’Is: “E’ arrivato il giorno della gloria e dell’onore”, si legge.

L’appello dei vertici del movimento curdo arriva poco dopo l’annuncio dell’Unhcr, l’agenzia Onu per i rifugiati, secondo cui circa 100mila siriani di etnia curda hanno attraversato il confine con la Turchia negli ultimi giorni a causa dell’avanzata dell’Is. In particolare la situazione è particolarmente grave nella città a maggioranza curda di Kobane, finita sotto attacco.

Stando agli attivisti dell’Osservatorio siriano per i diritti umani, nei giorni scorsi i jihadisti hanno conquistato una sessantina di villaggi nelle zone di confine tra Siria e Turchia.

http://www.adnkronos.com/aki-it/sicurezza/2014/09/22/siria-appello-pkk-militanti-mobilitazione-contro_gYfvRbnGNBgFoyXFyqOXzL.html

PKK leader accuses Turkey of “collaboration” with ISIS

Published Monday, September 22, 2014

Turkey’s PKK Kurdish rebel group on Monday called on fellow Kurds to cross into Syria and combat the Islamic State in Iraq and Syria (ISIS) jihadists besieging a town near the border, accusing Turkey of “collaboration” with ISIS.

The rebel group in Turkey called for “mobilization,” saying, “the day of glory and honor has arrived.”

The appeal urged young Kurds in Turkey to join the fight against ISIS forces around Ain al-Arab, known as Kobane in Kurdish, the third biggest Kurdish population centre in Syria and until now a safe haven.

“We call on our entire people, as well as our friends, to step up the resistance,” the PKK statement said.

Meanwhile, a PKK leader, Dursun Kalkan, appealed for “all Kurds to unite their forces,” according to the Firat agency. He accused the Turkish government of “collaboration” with ISIS radicals.

Ankara has been criticized for indirectly encouraging the formation of ISIS through its support of Islamist elements within the Syrian rebellion against the Syrian army and Syrian President Bashar al-Assad, criticism that Ankara has rejected.

About 100,000 people, many of them Kurds, have fled across the Syrian border into Turkey, the UN refugee agency says. On Sunday, Turkish police used tear gas and water cannons to disperse angry crowds of Kurds.

(AFP)

http://english.al-akhbar.com/content/pkk-leader-accuses-turkey-collaboration-isis

Turkey’s PKK calls on fellow Kurds to fight IS jihadists

Sep. 22, 2014 11:46

Turkey’s PKK calls on fellow Kurds to fight IS jihadists

Female members of the Kurdistan Workers’ Party (PKK) walk at their camp, near the frontline of the fight against Islamic State militants – REUTERS
AFP

ANKARA: Turkey’s PKK Kurdish rebel group on Monday called on fellow Kurds to cross into Syria and combat Islamic State jihadists besieging a town near the border, the pro-Kurdish agency Firat reported.

The rebel group in Turkey called for “mobilization,” saying, “the day of glory and honor has arrived.”

The appeal urged young Kurds in Turkey to join the fight against IS forces around Ain al-Arab, known as Kobane in Kurdish, the third biggest Kurdish population centre in Syria and until now a safe haven.

“We call on our entire people, as well as our friends, to step up the resistance,” the PKK statement said.

Meanwhile, a PKK leader, Dursun Kalkan, appealed for “all Kurds to unite their forces,” according to the Firat agency. He accused the Turkish government of “collaboration” with the Islamic State radicals.

Ankara has been criticized for indirectly encouraging the formation of Islamic State through its support of Islamist elements within the Syrian rebellion against President Bashar al-Assad, criticism that Ankara has rejected.

About 100,000 people, many of them Kurds, have fled across the Syrian border into Turkey, the UN refugee agency says. On Sunday, Turkish police used tear gas and water cannons to disperse angry crowds of Kurds.

http://thecairopost.com/news/125478/news/turkeys-pkk-calls-on-fellow-kurds-to-fight-is-jihadists

Is ai militanti: “Uccidete i miscredenti”. Emergenza rifugiati in Turchia

Articolo pubblicato il: 22/09/2014

Un appello a uccidere tutti i “miscredenti”, inclusi “i cittadini dei paesi che sono entrati nella coalizione contro lo Stato Islamico (Is)” è stato lanciato ai militanti jihadisti da uno dei leader dell’Is, Abu Mohammed al-Adnani. In un nuovo messaggio audio di 42 minuti pubblicato su Twitter, al-Adnani chiede di uccidere i miscredenti “in qualsiasi modo”, che siano “civili o militari” non importa – spiega – “per loro vale la stessa regola”.

Il portavoce dell’Is sottolinea quindi quali paesi vanno più colpiti. “Se potete uccidete un americano o un europeo – in particolari i perfidi e sudici francesi – o un australiano, un canadese, o qualsiasi miscredente dei paesi che ci hanno dichiarato guerra”.

Al-Adnani ha chiesto alle organizzazioni terroristiche della penisola del Sinai, nel nord dell’Egitto, di continuare con gli attacchi e le decapitazioni di agenti della sicurezza egiziana. “Riempite per loro le strade di esplosivi. Attaccate le loro basi. Fate irruzione nelle loro case. Tagliate le loro teste. Non fateli sentire al sicuro”, ha affermato al-Adnani nel messaggio.

L’appello del leader dell’Is arriva all’indomani di un attentato vicino alla sede del ministero degli Esteri al Cairo, rivendicato dal gruppo qaedista Ajnad Allah (I soldati di Dio).

Nel timore di attacchi terroristici la Francia ha innalzato “il livello di vigilanza”. In un telegramma inviato ai prefetti, il ministro degli Interni Bernard Cazeneuve ha dato disposizione per rafforzare la sicurezza intorno a “edifici sensibili” o “in occasione di eventi religiosi, sportivi o culturali”.

Nella circolare, che è stata diramata venerdì, il giorno in cui sono stati avviati i primi raid francesi in Iraq contro lo Stato islamico, si esortano i prefetti a “prendere tutte le misure utili, adattate alla realtà della minaccia ed al contesto del vostro dipartimento”.

A causa dell’avanzata dell’Is è emergenza profughi in Turchia. Sono oltre 130mila i siriani di etnia curda che si sono rifugiati nel Paese negli ultimi tre giorni a causa dell’avanzata dei jihadisti dello Stato Islamico (Is) nella Siria settentrionale. Lo ha reso noto il vice primo ministro di Ankara, Numan Kurtulmus, parlando con giornalisti. “Siamo pronti allo scenario peggiore con un afflusso di centinaia di migliaia di rifugiati”, ha dichiarato.

La Turchia, secondo quanto riferito dall’emittente Bbc, ha iniziato a chiudere alcuni dei suoi valichi di frontiera con la Siria.

La situazione è particolarmente grave nella città a maggioranza curda di Kobane, finita sotto attacco. Stando agli attivisti dell’Osservatorio siriano per i diritti umani, nei giorni scorsi i jihadisti hanno conquistato una sessantina di villaggi nelle zone di confine tra Siria e Turchia.

I vertici del Partito dei Lavoratori Curdi (Pkk) hanno lanciato un appello ai militanti affinché si rechino in Siria a combattere i jihadisti dello Stato Islamico (Is) che negli ultimi giorni hanno cinto d’assedio le aree a maggioranza curda. Lo ha riferito l’agenzia Firat, ritenuta vicino al Pkk. “E’ arrivato il giorno della gloria e dell’onore”, si legge in una nota.

L’offensiva dei jihadisti continua anche nell’Iraq occidentale, malgrado i raid degli Stati Uniti. Centinaia di soldati iracheni sono intrappolati o risultano dispersi a seguito di attacco contro Camp Saqlawiyah, una base dell’esercito nella provincia occidentale di Anbar. Secondo il colonnello Ihab Hashem, l’attacco è stato sferrato domenica pomeriggio, quando almeno cinque attentatori kamikaze si sono fatti saltare in aria contro il compound.

Da sei giorni, inoltre, cinque battaglioni sono bloccati all’interno della base senza rifornimenti dopo che i militanti dell’Is hanno preso il controllo di un ponte che permetteva di accedere a Camp Saqlawiyah. I militari, alcuni dei quali sono riusciti a fuggire dopo gli attentati kamikaze, hanno rivelato di essere stati costretti a far bollire l’acqua di un ruscello fangoso per dissetarsi e di essere a corto di munizioni e quindi non in grado di difendersi.

Sul fronte della diplomazia la minaccia rappresentata dai jihadisti dello Stato Islamico (Is), che controllano parte della Siria e dell’Iraq settentrionale, è stata al centro di un incontro a New York tra il segretario di Stato Usa, John Kerry, e il ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif. Lo hanno riferito i media americani, citando fonti del Dipartimento di Stato di Washington.

Kerry e Zarif, il cui faccia a faccia all’hotel Waldorf Astoria è durato oltre un’ora, hanno discusso del programma nucleare iraniano (a New York sono in corso i negoziati tra Teheran e il gruppo 5+1) e della “minaccia rappresentata dall’Is”, ha affermato la fonte. Secondo l’agenzia Trend, che cita un’altra fonte del Dipartimento di Stato, i capi della diplomazia dei due paesi hanno concordato un nuovo incontro nei prossimi giorni.

http://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2014/09/22/fuga-dai-jihadisti-dell-gia-mila-curdi-siriani-rifugiati-turchia_mNScRzGThDyQtbFZnkcs0M.html

Turkey clamps down on Syria border after Kurdish unrest

22 September 2014 Last updated at 10:55 GMT

Turkey has begun to close some of its border crossings with Syria after about 130,000 Kurdish refugees entered the country over the weekend.

On Sunday Turkish security forces clashed with Kurds protesting in solidarity with the refugees. Some protesters were reportedly trying to go to Syria to fight Islamic State (IS).

Most refugees are from Kobane, a town threatened by the advancing militants.

IS has taken over large swathes of Iraq and Syria in recent months.

Before the latest influx, there were already more than one million Syrian refugees in Turkey. They have fled since the start of the uprising against Syrian President Bashar al-Assad three years ago.

Some of the new arrivals are being sheltered in overcrowded schools, as Turkey struggles to cope with the influx.

‘Huge numbers’

On Friday Turkey opened a 30km (19-mile) section of the border to Syrians fleeing the town of Kobane, also known as Ayn al-Arab.

But on Monday only two out of nine border posts in the area remained open, the UN refugee agency UNHCR said.

http://www.bbc.com/news/world-middle-east-29306088

Turkey opens border to 45,000 Kurds fleeing Isis in Syria – appello Uiki

Pubblicato in EFFETTI COLLATERALI, islam | Contrassegnato , | Lascia un commento