Robert Louis Stevenson : ozio e Travels with a Donkey in the Cevennes Gutenberg, in italiano anche

I viaggi e l’ozio di Robert Louis Stevenson

Travels with a Donkey in the Cevennes – Project Gutenberg

Meglio conosciuto per i suoi libri di avventura L’isola del tesoro, Il signore di Ballantrae e lo studio del male ne Lo strano caso del Dr. Jekyll e Mr. Hyde, Robert Louis Stevenson era anche un poeta degno di nota, scrittore di racconti, e saggista. L’autore scozzese trascorse gran parte della sua vita a viaggiare alla ricerca di un clima sano, fino a quando lo trovò a Samoa nel 1889, dove visse nella sua tenuta di Valima restandovi fino alla sua morte a 44 anni. Stevenson non era ancora uno scrittore famoso nel 1877 quando compose Elogio dell’ ozio un piccolo librettino in difesa dell’oziare una sorta di coinvolgente difesa verso una vita libera e spontanea, contrario a idee o comportamenti imposti dalla società, insieme ad altri resoconti di viaggio, prima di diventare famoso nel 1883 con la sua Isola del tesoro.

Robert Louis Stevenson age 26
Robert Louis Stevenson a 26 anni (ill. Charles Wirgman)

L’elogio dell’ozio venne scritto nell’estate del 1877 in un periodo in cui cercava di lenire i dolori della sua malattia viaggiando. Un anno prima aveva affrontato un viaggio in canoa sul fiume Oise attraverso la Francia e il Belgio con il suo amico Walter Simpson descrivendone le ironiche avventure nel libro Un viaggio nell’entroterra(An inland voyage, 1878). La prima parte, in Belgio, attraversando zone industriali fra canali e insenature, sperimentando con la sua pelle di non essere proprio una vacanza. Poi è andato in treno in Francia da Maubeuge fino a Pontoise, vicino alla Senna.Un anno dopo continuò ne i  Viaggi con un somaro nelle Cevenne (Travels with a Donkey 1879) questo fu un viaggio solitario sul dorso di un’asina chiamata Modestine fra i monti selvaggi delle Cevenne nel Sud della Francia,  con un bagaglio ridotto al minimo e una sorta di sacco a pelo di sua ideazione – ancora sconosciuto a gran parte della gente -  di cui ne era molto fiero. Si tratta forse di uno dei primi racconti che illustrano il trekking e il campeggio all’aria aperta come attività ricreativa. Durante il viaggio Stevenson verrà più volte scambiato per un venditore ambulante con le sue stranezze, e da alcuni locali avrebbe avuto saggi suggerimenti per non dormire all’aperto per via dei lupi o dei briganti.  Ma la vera protagonista sarà l’asina Modestine, con la sua andatura lenta e il suo carattere pacato con cui stabilì un rapporto di affetto dai primi e difficili passi fino al triste momento del distacco lasciandola allo stalliere per prendere la diligenza per Alais.

“Per dodici giorni siamo stati compagni vicini: avevamo viaggiato per oltre centoventi miglia, attraversando varie creste rispettabili, e camminando con le nostre sei zampe in luoghi rocciosi e paludosi lontano dalla strada. Dopo il primo giorno, anche se a volte sono stato male e scostante nei modi, ho ancora mantenuto la mia pazienza; povera anima! Mi considerava un dio. Amava mangiare dalla mia mano. Era paziente, elegante nella forma, il manto di un colore grigio topo ideale e inimitabile. I suoi difetti erano tipici della sua razza e sesso; le sue virtù erano uniche. Addio per sempre.”

Cevenne. Francia by wikipedia
Cevenne. Francia

Nella raccolta di saggi Virginibus puerisque (Appunti di viaggio in Francia e Svizzera) invece ci da una sua idea del camminare fra la natura:

“Per essere adeguatamente apprezzata, una passeggiata a piedi dovrebbe essere fatta da solo. Se si va in gruppo o anche in coppia, non è più un tour a piedi; si tratta di qualcosa di diverso che assomiglia a un pic-nic. Un giro a piedi dovrebbe essere fatto da solo, perché è l’essenza della libertà; si dovrebbe essere in grado di fermarsi quando si vuole o di proseguire, oppure seguire questa o quella strada dove vi porta il vostro capriccio perché e necessario ascoltare il proprio ritmo”.

Oltre all’ Europa lo scrittore si inoltrò per mezzo mondo dall’America alle isole del Pacifico cercando un luogo adatto per la sua salute. Lo scopo dei suoi viaggi era anche quello di poter trarne uno scritto cercando di appassionare i lettori il cui numero negli anni continuava a crescere “Viaggio per viaggiare e per scriverne successivamente sempre che il pubblico me lo consenta”.
Gli accampati di Silverado nasce da una luna di miele nel Mount Saint Helena in California cui vi è dedicato un parco.  Nei mari del sud ci racconta episodi della vita in Polinesia. L’America di Emigrante per diletto ci narra la sfida fra le pianure del Middle West, in California il suo primo passaggio negli Stati Uniti nel 1879 tra cronaca, autobiografia e finzione letteraria.
Elogio dell’ozio 
Questo saggio scritto all’età di ventisei anni, era  una sorta difesa di Stevenson verso chi lo considerava un fannullone. Nei circoli letterari era visto come un dilettante in questo periodo della sua vita, perciò il suo spirito giovanile era in rivolta contro la monotonia e il materialismo culturale con una sorta di disprezzo verso la vita. In quel periodo trovò lavoro nella rivista vittoriana Cornhill Magazine.
Al suo amico Sidney Colvin critico letterario scrive nel maggio 1877:
“Non posso scrivere, non ho buoni argomenti, una lettera mi spaventa peggio del diavolo. Permettetemi di darvi le mie notizie in fretta, prima della ricaduta nella mia solita pigrizia. Ho paura che questo accada prima di finire questa lettera. Coraggio, R. L. S.! Su consiglio di Leslie Stephen, ho avuto l’idea di alcuni saggi. Ha detto che non immaginava che fossi abbastanza ricco per un tale divertimento; e per di più, qualunque cosa fosse, valeva la pena pubblicarlo. Così il migliore fra quelli che avevo pronto Elogio dell’ozio (An Apology for Idlers) è in stampa per la rivista Cornhill.”
Travels with a Donkey  by W. Crane 1907
Frontespizio Travels with a Donkey  by W. Crane 1907
L’ozio – secondo Stevenson – non è propriamente l’atto di non fare niente ma piuttosto fare una grande quantità di cose fuori dai regolamenti conosciuti dalla società con una certa armonia. Studiare con diligenza e sapere tutto di una branca fa uscire i giovani dagli studi con un contegno arido, rigido e indigesto verso la vita e se qualcuno ha la fortuna di accumulare denaro rimarrà rozzo senza alcun pregio. Mentre invece l’ozioso – in confronto – è un altra persona avendo avuto il tempo di prendersi cura di se stesso, del suo spirito, e avendo modo di stare all’aria aperta – salutare per il corpo e l’anima – invece di stare costretto al chiuso con i libri. Seppure egli abbia letto e studiato ugualmente, lo ha fatto senza caderne nelle sue profondità, senza costrizione pur conseguendo risultati eccellenti.
Quando dissero a Giovanna d’Arco che avrebbe fatto meglio a dedicarsi ai lavori domestici, ella rispose che c’erano già una gran quantità di filatrici e lavandaie. Lo stesso si può dire delle vostre doti più straordinarie. Quando la natura è così “noncurante di una singola vita” perché dovremmo cullarci nell’illusione che la nostra sia così importante” scrive Stevenson.
Robert Louis Stevenson paying his flageolet
Robert Louis Stevenson suona il flauto (1902 circa archive org.)
Egli ci ricorda una visione della vita da cui i nostri insegnamenti ci hanno sempre messo in guardia ovvero che i giorni senza meta sono altrettanto importanti come giorni laboriosi, che guardando fuori dalla finestra si può anche imparare e trovare quella pace che da tempo cerchiamo senza impegnarsi troppo poiché chi semina in fretta raccoglie disgusto.


I libri di Stevenson di cui si parla

Elogio dell’ozio , ed. La vita felice e Stampa Alternativa
Un viaggio nell’entroterra  in Romanzi racconti e saggi, meridiani  Mondadori
Viaggi con un somaro nelle Cevenne , Mursia
Appunti di viaggio in Francia e Svizzera, Muzzio
Gli accampati di Silverado, ed. Studio tesi e Romanzi racconti e saggi Mondadori
Nei mari del sud, Mondadori
Emigrante per diletto, Einaudi

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In viaggio con un asino nelle Cévennes

Viaggio a cavallo di un asino attraverso le Cevennes eBook .

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DE VENERE ET VULCANO Eneide , Giorgio Caproni: Il passaggio di Enea

DE VENERE ET VULCANO (8.370-406)
At Venus haud animo nequiquam exterrita mater 8.370
Laurentumque minis et duro mota tumultu
Volcanum adloquitur, thalamoque haec coniugis aureo
incipit et dictis divinum aspirat amorem:
‘dum bello Argolici vastabant Pergama reges
debita casurasque inimicis ignibus arces, 375
non ullum auxilium miseris, non arma rogavi
artis opisque tuae, nec te, carissime coniunx,
incassumve tuos volui exercere labores,
quamvis et Priami deberem plurima natis,
et durum Aeneae flevissem saepe laborem. 8.380
nunc Iovis imperiis Rutulorum constitit oris:
ergo eadem supplex venio et sanctum mihi numen
arma rogo, genetrix nato. te filia Nerei,
te potuit lacrimis Tithonia flectere coniunx.
aspice qui coeant populi, quae moenia clausis 385
ferrum acuant portis in me excidiumque meorum.’
dixerat et niveis hinc atque hinc diva lacertis
cunctantem amplexu molli fovet. ille repente
accepit solitam flammam, notusque medullas
intravit calor et labefacta per ossa cucurrit, 390
non secus atque olim tonitru cum rupta corusco
ignea rima micans percurrit lumine nimbos;
sensit laeta dolis et formae conscia coniunx.
tum pater aeterno fatur devinctus amore:
‘quid causas petis ex alto? fiducia cessit 395
quo tibi, diva, mei? similis si cura fuisset,
tum quoque fas nobis Teucros armare fuisset;
nec pater omnipotens Troiam nec fata vetabant
stare decemque alios Priamum superesse per annos.
et nunc, si bellare paras atque haec tibi mens est, 8.400
quidquid in arte mea possum promittere curae,
quod fieri ferro liquidove potest electro,
quantum ignes animaeque valent, absiste precando
viribus indubitare tuis.’ ea verba locutus
optatos dedit amplexus placidumque petivit 405
coniugis infusus gremio per membra soporem.

VENERE E VULCANO (8.370-406)
Ma Venere, madre non invano sgomenta nel cuore 370
sconvolta dalle minacce di Laurento e dal duro tumulto
parla a Vulcano, e così inizia nell’aureo letto
del coniuge e con le parole ispira un amore divino:
“Mentre i re argolici con la guerra devastavano la dovuta
Pergamo e le rocche destinate a cadere per i fuochi nemici, 375
non chiesi nessun aiuto per i miseri, non le armi
della tua arte e potenza, né volli, carissimo coniuge,
che tu facessi le tue opere invano,
benchè moltissimo dovessi ai figli di Priamo,
e spesso avessi pianto la dura fatica di Enea. 380
Ora per gli ordini di Giove si fermò nelle terre dei Rutuli:
dunque io stessa vengo supplice e chiedo alla (tua) potenza
per me sacra le armi, una madre per il figlio. Te la figlia di Nereo,
te la sposa titonia potè piegare con lacrime.
Guarda quali popoli si radunano, quali mura, chiuse òle porte, 385
affilano il ferro contro di me e la morte dei miei.”
Aveva detto e qua e là la divina con le nivee braccia
lo scalda, lui esitante, con un morbido amplesso, Egli subito
accoglie la solita fiamma, ed il noto calore penetrò
nelle midolla e corse per le ossa crollate, 390
non diversamente da quando a volte rotta da risplendente
tuono una igne fenditura brillante percorre di luce le nubi;
S’accorse la moglie lieta dei tranelli e conscia della bellezza.
Allora il padre stravinto dall’eterno amore dice:
“Perché cerchi motivi da lontano? La fiducia di me per te 395
dove andò, divina? Se ci fosse stato simile affanno,
anche allora sarebbe stato lecito per noi armare i Teucri;
né il padre onnipotente né i fati vietavano che Troia
durasse per altri dieci anni e Priamo soprvvivesse.
E adesso se ti prepari a combattere e questo è per te il disegno, 400
checchè di prmura posso promettere nella mia arte,
ciò che si può fare col ferro o col limpido elettro,
quanto valgono fuochi e mantici, smetti, pregando,
di dubitare delle tue forze.”. Dette quelle parole
diede gli amplessi desiderati e cercò, riversatosi nel grambo 405
della moglie il placido sopore nelle membra.

 

DE VULCANI ARMIS (8.608-625)
At Venus aetherios inter dea candida nimbos 8.608
dona ferens aderat; natumque in valle reducta
ut procul egelido secretum flumine vidit, 610
talibus adfata est dictis seque obtulit ultro:
‘en perfecta mei promissa coniugis arte
munera, ne mox aut Laurentis, nate, superbos
aut acrem dubites in proelia poscere Turnum.’
dixit, et amplexus nati Cytherea petivit, 615
arma sub adversa posuit radiantia quercu.
ille deae donis et tanto laetus honore
expleri nequit atque oculos per singula volvit,
miraturque interque manus et bracchia versat
terribilem cristis galeam flammasque vomentem, 8.620
fatiferumque ensem, loricam ex aere rigentem,
sanguineam, ingentem, qualis cum caerula nubes
solis inardescit radiis longeque refulget;
tum levis ocreas electro auroque recocto,
hastamque et clipei non enarrabile textum. 625

LE ARMI DI VULCANO (8.608-625)
Ma la dea venere tra i candidi nembi
si presentava portando doni; come vide da lontano il figlio
in una valle appartata solitaria presso il gelido fiume, 610
parlò con tali parole e si offrì apertamente:
” Ecco i doni promessi fatti dall’arte del mio
coniuge, perché non esiti, figlio, ad assalire subito
in battaglia i superbi Laurenti ed il potente Turno.”
Disse, e la Citerea cercò gli abbracci del figlio, 615
pose le raggianti armi sotto una quercia di fronte.
Egli lieto non potè saziarsi dei doni e di sì grande
onore della dea e volse gli occhi su ogni particolare,
ammira e gira fra le mani e le braccia
il terribile elmo con le creste e vomitante fiamme, 620
la spada fatale, la corazza di bronzo, rigida,
color sangue, gigantesca, come quando una azzurra nube
arde ai raggi del sole e rifulge lontano;
poi i gambali lucenti di elettro e d’oro fuso,
l’asta e l’inenarrabile fattura dello scudo. 62

http://web.ltt.it/www-latino/virgilio/index-virgilio.htm

SAN GIOVAMBATTISTA , GENERALIZZANDO……Il …

Ovidio : Tristia I, 3 : non aptae profugo uestis opisue fuit ; full test latino – English

Enea incontra Evandro – regia di Franco Rossi, LIBRO XI funerali e dolore per la morte di Pallante

foto e video 17-18/ agosto 2015 : Siria, Bangkok, Catania, Greek island ; Lezioni di epica

Erano 49 i morti sul barcone di migranti soccorso sabato; lezioni di epica

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Migrants in Hungary ‘from death to death’ – Hungary: Refugees protest . i video

Migrants in Hungary seek traffickers on trip ‘from death to death’

BUDAPEST | By Krisztina Than
Migrants sleep at a bus stop after crossing into Hungary from the border with Serbia near Asotthalom, Hungary, August 30, 2015.
Reuters/Bernadett Szabo

Ahmed, a Syrian man, and his wife wait with hundreds of other migrants at a railway station in central Budapest hoping to find a smuggler to take them to Germany, the final destination in an exhausting and dangerous journey.

The 27-year-old teacher left the northern Syrian town of Ariha to escape the war but he admits there were moments in the 10-day journey, by foot, rubber boat and train, when the risks were so great he wished they had never left.

“It’s a trip… from death to death because we cross forests, seas, mafia, smugglers and more,” he says.

They arrived at the railway station early on Friday, after crossing into country from Serbia by crawling under a barbed-wire fence Hungary has erected along its southern border.

In the sweltering heat, families with babies and small kids lie around on blankets and in makeshift tents in a transit zone in front of the station.

Kids play volleyball, oblivious to a silent ceremony on the steps leading to the train station in memory of the 71 migrants who died in a smugglers’ truck found near Vienna on Thursday. Hungarians and some refugees place candles and flowers on the steps and a note: “Europe your hand is covered with blood.”

Hundreds of thousands of migrants are trying to reach the European Union, fleeing violence and poverty in the Middle East and Africa. More than 140,000 migrants were caught by Hungarian police on the Serbian border so far this year.

The route to Europe is laden with risks. More than 2,600 migrants are thought to have drowned already this year, trying to cross the Mediterranean. Even within the European Union, the last stretch for migrants like Ahmed, via a network of traffickers, is dangerous.

He does not know how long it will take to find a car or truck to Germany, for a trip which will cost him and his wife about 500 euros each. To Vienna, he says, it would be less, around 350 euros.

“If I find a smuggler, I will go with him. To hell, no problem … it’s better than sitting here,” he says.

“Some of my friends in Germany will send some numbers to me on the WhatsApp. All the connection here (is) with the WhatsApp,” he said.

“We don’t know to where he (the smuggler) will take us.”

Hungarian police have arrested close to 800 people so far this year for human trafficking.

SMUGGLERS AND MAFIA

Ahmed and his wife walked more than 12 hours at night from Syria to Turkey, before they boarded a smugglers’ rubber boat with 40 or 50 other people to the Greek island of Samos.

They were lucky, as the sea was calm that day. He said the trip cost around $1,200 per person.

“Our trip in the boat was about two hours in big stress, big fear,” he said. They spent two days there in a camp, before taking a boat to Athens.

They were relieved to get to Macedonia after the end of violent clashes between migrants and police who tried to stop thousands of people streaming through to Serbia.

“No violence because there were UN (people): they gave us foods, they gave us water, they gave us medicine, clothes,” he said. They took a train to Serbia next.

Serbian police treated them badly, Ahmed said: no beatings but “violence in their words.”

He said the camp that awaited them on the Hungarian side near the border, where migrants are first taken by police, was overcrowded and many people had no blankets to sleep on.

Then they were moved to another camp to have their fingerprints taken, a measure many migrants try to avoid as they fear being sent back to Hungary because it is their first point of entry to the Schengen zone of the EU.

“One policeman said to me: look if you don’t want the fingerprints no problem, choose: if you want to go to prison for 1 month to 6 months, (or) if you want to put your fingerprints,” Ahmed said. “After the camp …they said go as you will.”

The overwhelming majority of migrants who cross into Hungary do not wait for their asylum requests to be processed: they move on to the richer EU states in western Europe.

By Saturday night, there was no sign of Ahmed and his wife at the railway station. A family who had been sitting next to them indicated that they had already moved on.

(Editing by Anna Willard)

http://www.reuters.com/article/2015/08/30/us-europe-migrants-hungary-idUSKCN0QZ0QP20150830

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crisi dei rifiuti : Crise des ordures : émeute à Beyrouth – 25 août 2015 – avec vidéo

Crise des ordures : émeute à Beyrouth – 25 août 2015 – avec vidéo

carte-liban

 

http://berthoalain.com/2015/08/27/crise-des-ordures-emeute-a-beyrouth-25-aout-2015-avec-video/

 

 

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1 – 2 – 3 ; Young GILELS plays RAMEAU La rappel des oiseaux

1 – cogito ergo sum

2 – Se vuoi diventare un vero cercatore della verità, almeno una volta nella tua vita devi dubitare, il più profondamente possibile, di tutte le cose.

3 – La mia terza massima fu di vincere sempre piuttosto me stesso che la fortuna, e di voler modificare piuttosto i miei desideri che l’ordine delle cose nel mondo.

Anche perché” I numeri perfetti sono molto rari proprio come gli uomini perfetti.” :

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Se il proletariato eleva a principio della società solo ciò che la società ha elevato…..

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La fotografia dei migranti in mare attribuita a Banksy è un falso

Fotografare significa appropriarsi della cosa che si fotografa. Significa stabile con il mondo una relaziona particolare che dà una sensazione di conoscenza, e quindi di potere.

Fare una fotografia significa partecipare della mortalità di un’altra persona (o di un’altra cosa) ed è proprio isolando un determinato movimento che tutte le fotografie attestano l’inesorabile azione dissolvente del tempo.

Tra la difesa della fotografia come mezzo superiore per esprimere se stessi e l’elogio della fotografia come modo superiore di porre se stessi al servizio della realtà, c’è meno differenza di quanto non paia. Hanno in comune il presupposto che la fotografia offra un sistema unico di rivelazioni: che ci mostri la realtà come non l’avevamo mai vista.

Realtà e immagine nella nostra società: Susan Sontag

  • 29 agosto 2015

La foto dei migranti in mare non è di Banksy

È di una campagna di una ONG spagnola di qualche mese fa, e ora l’ha semplicemente condivisa una pagina Facebook finta e sgangherata di Banksy

Venerdì 28 agosto diversi giornali italiani hanno pubblicato una foto che mostra dei migranti morti in mare aperto, disposti a cerchio, spiegando che era stata pubblicata dal famoso artista Banksy. La posizione dei cadaveri dei migranti ricorda molto la bandiera dell’Unione Europea, formata da dodici stelle gialle in cerchio su uno sfondo blu: per questo i giornali hanno ipotizzato che la foto fosse stata scelta da Banksy per denunciare l’atteggiamento dell’Europa nell’accoglienza dei migranti che attraversano il Mediterraneo. In realtà la foto non è stata né scattata né pubblicata da Banksy.

http://www.ilpost.it/2015/08/29/foto-migranti-banksy-unione-europea/

Susan Sontag: Davanti al dolore degli altri : Susan Sontag …

At the Same Time, Nello stesso tempo. Saggi di letteratura e …

Libia, 50 migranti morti- Bracciante muore nel foggiano …

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