De l’infinito, universo e mondi , Dagli infiniti mondi di Giordano Bruno agli universi paralleli della fisica moderna : l’universo elegante

De l’infinito, universo e mondi

Sonetto 2

1 Uscito de priggione angusta e nera
2
Ove tant’anni error stretto m’avinse
3
Qua lascio la catenache mi cinse
4
La man di mia nemica invid’e fera.
5
Presentarmi a la notte fosca sera
6
Oltre non mi potràperché chi vinse
7
Il gran Pitone del suo sangue tinse
8
L’acqui del marha spinta mia Megera.
9
A te mi volgo e assorgoalma mia voce:
10
Ti ringraziomio solmia diva luce;
11
Ti consacro il mio coreccelsa mano
12
Che m’avocaste da quel graffio atroce
13
Ch’a meglior stanze a me ti festi duce
14
Ch’il cor attrito mi rendeste sano.

http://www.readme.it/libri/Filosofia/De%20l%27infinito,%20universo%20e%20mondi.shtml


giovedì 4 aprile 2013

Dagli infiniti mondi di Giordano Bruno agli universi paralleli della fisica moderna

di Domenico Condito

ELP. Come è possibile che l’universo sia infinito?
FIL. Come è possibile che l’universo sia finito?
ELP. Volete voi che si possa dimostrar questa infinitudine?
FIL. Volete voi che si possa dimostrar questa finitudine?
ELP. Che dilatazione è questa?
FIL. Che margine è questa?

Con questo dialogo immaginario tra Elpino e Filoteo comincia il De l’Infinito, Universo e Mondi di Giordano Bruno, l’opera più inquieta e folgorante del pensiero rinascimentale. Le sue visioni proiettarono l’umanità oltre l’eliocentrismo del sistema copernicano. Il filosofo nolano aveva pre-cognizzato, infatti, l’esistenza di un Universo infinito, costituito da infiniti Mondi, dove le stelle sono dei soli in numero infinito. Ma fu anche il primo a comprendere la rivoluzione copernicana nell’ambito di una teoria della relatività del moto, del tempo e dello spazio. Un’intuizione da poeta e “veggente”, più che una vera e propria teoria scientifica. D’altra parte, il metodo scientifico era ancora in fase germinale, e Bruno seguiva la prospettiva organicista. Tuttavia, la sua posizione fu tenuta in gran conto nel nascente mondo scientifico, divenendo una pietra di paragone ineludibile per le nuove teorie cosmologiche. Ogni tentativo di turbare l’ordine costituito del cosmo trovava nel pensiero eretico di Bruno le prime temibili radici. 

Il prof. Enrico Giannetto, filosofo e storico della scienza, ritiene che Giordano Bruno stia all’origine della teorizzazione moderna della relatività del moto, dello spazio (delle distanze e delle lunghezze) e del tempo (degli intervalli temporali). Il suo pensiero avrebbe così influenzato Galilei, Descartes e poi Leibniz; e proprio da quest’ultimo prese le mosse la prospettiva relativistica di Poincaré, a cui si rifece Einstein. Ma l’impostazione concettuale di Einstein sarebbe strettamente connessa anche a Baruch Spinoza, e non solo per le idee religiose. Una relazione in cui il prof. Giannetto riconosce un’ulteriore matrice bruniana. 

Se ne deduce che il singolare intreccio tra teologia e immaginazione prescientifica, che caratterizzò il pensiero di Giordano Bruno, avrebbe contribuito a ispirare una delle più possenti rivoluzioni scientifiche di tutti i tempi: la destrutturazione dell’Universo. Una straordinaria violazione dei “limiti” imposti allo scibile umano che, dopo aver disarcionato la Terra dal centro cosmo, ha lanciato la nostra Via Lattea in un universo d’innumerevoli galassie. Oggi le visioni pregalileane di Giordano Bruno sono ben documentate dalle immagini catturate dal telescopio spaziale Hubble: una sua foto di uno soltanto dei campi profondi del cosmo contiene circa 300 trilioni di stelle, ed è soltanto un’infinitesima parte dell’universo osservabile. 

Brian Greene

Tutto ciò basterebbe per sancire la definitiva detronizzazione della nostra visione della realtà, ma l’ultimo atto non è ancora compiuto. Già nel 1998, Brian Greene, condirettore dell’Institute for Strings, Cosmology, and Astroparticle Physics (ISCAP) della Columbia University di New York, aveva presentato il primo modello matematico di universi paralleli olografici, sostenendo che il nostro universo sarebbe la proiezione olografica della realtà che si svolgerebbe invece su una remota superficie di confine. Oggi, quella di Greene (teoria delle superstringhe) non è una posizione isolata. Le teorizzazioni di universi paralleli sembrano emergere con naturalezza dalle formulazioni di matematici e fisici che operano nell’ambito della cosmologia. E se l’ipotesi del multiuniverso dovesse essere corroborata, anche in modo indiretto, con un margine di errore accettabile, svanirebbe anche l’idea dell’universo come unica realtà esistente.
Naturalmente, quello degli universi paralleli è un argomento controverso, e il dibattito in corso è molto acceso. Tuttavia, fra gli scienziati sono in tanti a ritenere che il nostro universo potrebbe essere soltanto uno dei molti esistenti. Tutta la problematica è esposta in modo elegante e accessibile da Brian Greene nel suo libro La realtà nascosta – Universi paralleli e leggi profonde del cosmo, pubblicato di recente in Italia da Einaudi. « La mia intenzione – spiega Brian Greene – è di spiegare in modo chiaro e conciso i passi intellettuali e la catena di intuizioni teoriche che hanno portato i fisici, partendo da un certo insieme di prospettive, a considerare la possibilità che il nostro sia uno di molti universi. Vorrei darvi un’idea di come alcune indagini scientifiche moderne suggeriscono naturalmente questa sbalorditiva possibilità. Mi propongo di farvi vedere come certe osservazioni altrimenti sconcertanti possano diventare perfettamente comprensibili nell’ambito dell’uno o dell’altro scenario di universi paralleli; allo stesso tempo, vorrei descrivere le questioni critiche non risolte che hanno impedito, finora, la piena realizzazione di questo approccio esplicativo. Il mio scopo è far sí che, dopo aver letto questo libro, la vostra idea di ciò che potrebbe esistere – di come potrebbero essere ridisegnati in futuro i confini della realtà da sviluppi scientifici ora in corso – sia molto piú ricca e piú vivida». 

Comunque sia, fra gli infiniti mondi di Giordano Bruno e gli universi paralleli di Brian Greene, si è prodotta un’esplosione di pensiero che sta facendo piazza pulita dei nostri riferimenti tradizionali, troppo spesso alimentati da approcci ideologici e dottrinari. E la ricerca scientifica si conferma, ancora una volta, uno strumento insuperabile per produrre conoscenza ed esplorare l’ignoto. Per dirla con Marc Augé, «La ricerca del vero. Forse il segreto della saggezza più profonda degli individui sta (proprio) nel cuore delle ambizioni più vertiginose della scienza».

LL Ori and the Orion Nebula
Image Credit: NASA, ESA and the Hubble Heritage Team

Per approfondire: 
- Giordano Bruno, De l’Infinito, Universo e Mondi, in “Opere di Giordano Bruno e di Tommaso Campanella”, a cura di Augusto Guzzo e di Romano Amerio, La Letteratura italiana, vol. 33, Riccardo Ricciardi Editore, Milano – Napoli 1956, pp. 419-470.
- Enrico Giannetto, Giulia Giannini, Marco Toscano, Relatività, quanti, chaos e altre rivoluzioni della fisica. Atti del XXVII Congresso Nazionale di Storia della Fisica e dell’Astronomia – Bergamo 2007, Guaraldi Editore.
- Brian Greene, La realtà nascosta – Universi paralleli e leggi profonde del cosmo, Einaudi, Torino 2012.
- Marco Motta, Nove variazioni sull’universo – La realtà nascosta di Brian Greene, in Le Scienze, n. 532, dicembre 2012, p. 100.

http://domenicocondito.blogspot.it/2013/04/dagli-infiniti-mondi-di-giordano-bruno.html

La realtà nascosta. Universi paralleli e leggi profonde del cosmo

«La mia intenzione è quindi spiegare in modo chiaro e conciso i passi intellettuali e la catena di intuizioni teoriche che hanno portato i fisici, partendo da un certo insieme di prospettive, a considerare la possibilità che il nostro sia uno di molti universi. Vorrei darvi un’idea di come alcune indagini scientifiche moderne suggeriscono naturalmente questa sbalorditiva possibilità. Mi propongo di farvi vedere come certe osservazioni altrimenti sconcertanti possano diventare perfettamente comprensibili nell’ambito dell’uno o dell’altro scenario di universi paralleli; allo stesso tempo, vorrei descrivere le questioni critiche non risolte che hanno impedito, finora, la piena realizzazione di questo approccio esplicativo. Il mio scopo è far sí che, dopo aver letto questo libro, la vostra idea di ciò che potrebbe esistere – di come potrebbero essere ridisegnati in futuro i confini della realtà da sviluppi scientifici ora in corso – sia molto piú ricca e piú vivida».

Brian Green

http://www.einaudi.it/libri/libro/brian-greene/la-realt-nascosta/978880618613

Brian Greene sullo stato della Teoria delle Stringhe

FUTURO – Brian Greene è “il miglior divulgatore al mondo di concetti astrusi,” secondo il Washington Post. È il co-direttore del Centro per le Stringhe, la Cosmologia e la Fisica Astroparticellare della Columbia University. Reso celebre dal suo best-seller L’universo elegante, Greene nel suo ultimo libro La realtà nascosta accompagna il lettore in un viaggio attraverso gli universi paralleli del “landscape”della teoria delle stringhe. Nessuno meglio di Greene può fare un bilancio complessivo dello stato attuale della ricerca in questo campo, a volte controverso.

La teoria delle stringhe è stata inventata quarant’anni fa, nel tentativo di descrivere le interazioni nucleari forti. Anche se quel primo tentativo fu un insuccesso, negli ultimi anni abbiamo scoperto che può funzionare, ma in un modo completamente diverso. Che cosa è cambiato nel frattempo?

Molte cose sono cambiate. Negli anni Ottanta, la teoria delle stringhe ha virato da una teoria delle interazioni forti a una teoria di tutte le interazioni, compresa la gravità. Dagli anni Novanta e fino ad oggi, abbiamo capito che alcune versioni della teoria delle stringhe sono in realtà teorie di gauge (la stessa teoria che usiamo per descrivere le interazioni forti) ma sotto mentite spoglie. E il travestimento è sorprendente, nel senso che la teoria delle stringhe definita su un certo spazio-tempo è equivalente a teorie di gauge definite su spazi-tempo diversi – un concetto non banale e anzi rivoluzionario.

Lungo la strada, la teoria delle stringhe gradualmente ha acquisito lo status di “Teoria del Tutto.” Qual è il significato di questo slogan? È plausibile questa nuova interpretazione della teoria?

“Tutto” sta a significare tutte le forze della natura e tutta la materia. Sulla carta, la teoria delle stringhe ha dimostrato di avere la capacità di descrivere le forze conosciute (elettromagnetica, nucleare forte e debole, gravitazionale) e le particelle di materia. Ma ad oggi la teoria non ha fatto previsioni che ne consentano una verifica sperimentale. La giuria non ha ancora emesso un verdetto definitivo.

Il Large Hadron Collider di Ginevra è partito e sta già erogando una quantità enorme di nuovi dati. Il suo compito è quello di scoprire il meccanismo alla base rottura della simmetria elettrodebole. La spiegazione preferita dai teorici delle stringhe è la supersimmetria. Ma cosa succederebbe se LHC non trovasse traccia della supersimmetria a bassa energia, come sembrano suggerire i primi dati?

Per alcuni decenni, molti teorici – me compreso – hanno anticipato che l’LHC avrebbe trovato la supersimmetria a bassa energia. Se questa speranza è confermata, sarebbe un’ulteriore conferma della meravigliosa guida della matematica per condurci alla verità fondamentali. Se la supersimmetria a bassa energia non verrà scoperta, questo comunque non falsificherebbe la teoria delle stringhe e non invaliderebbe tutte le ricerche che hanno fatto uso della supersimmetria. Potrebbe semplicemente trattarsi del fatto che la supersimmetria compare a scale di energia molto più alte di quelle che LHC può raggiungere, come ipotizzato da molti modelli. Certamente, però, saremmo tutti molto più felici se la supersimmetria a bassa energia venisse osservata.

Negli ultimi anni, è sbocciata una storia d’amore tra i matematici e la teoria delle stringhe (il Simons Center per la Geometria e la Fisica di Stony Brook ne è una testimonianza diretta), mentre la stessa teoria è diventata sempre più controversa tra i fisici delle particelle. Si tratta di un voltagabbana definitivo delle stringhe in favore della matematica?

La teoria delle stringhe ha lunghi tentacoli che si estendono in molte aree – la fisica delle particelle e la matematica sono le principali. I contributi matematici della teoria delle stringhe sono particolarmente impressionanti e inattaccabili, in quanto indipendenti dalla verifica sperimentale della teoria. Il miglior punto di vista è che la teoria delle stringhe è una disciplina ricca, la cui piena portata può essere valutata solo considerando la vasta gamma di settori a cui ha contribuito.

Parliamo della tua attività di divulgazione. Il contatto con il pubblico ha influenzato la tua attività di ricerca?

In una certa misura. Negli ultimi anni mi sono spostato sempre più verso la cosmologia, anche in seguito a domande che mi sono posto mentre scrivevo il mio secondo libro, Il tessuto del cosmo.

L’universo elegante, fu un successo immediato di pubblico e di critica, seguito da molti altri. Grazie anche a queste opere, la teoria delle stringhe è diventata parte della cultura pop. Parallelamente a questa ondata di riconoscimento pubblico, però, il mercato del lavoro per i teorici delle stringhe è precipitato a tal punto che non ci sono più posti permanenti per professore negli Stati Uniti in quest’ultimo anno. Come interpreti questi due fenomeni?

Nei miei libri e nelle dichiarazioni pubbliche presto sempre attenzione a mettere in chiaro che la teoria delle stringhe è un work in progress, una proposta interessante la cui rilevanza per la fisica deve ancora essere stabilita. Sono contento che il pubblico abbia trovato le idee e i concetti della teoria delle stringhe accattivanti – io stesso ne subisco il fascino ogni giorno. C’è qualcosa di intrinsecamente interessante nelle potenti idee teoriche che ci spingono oltre i confini della nostra conoscenza e attaccano domande fondamentali sulla natura del nostro universo.

Allo stesso tempo, l’ascesa spettacolare di LHC ha giustamente spinto molti dipartimenti di fisica a focalizzare l’attenzione e i posti di lavoro su aree più legate all’espertimento stesso. Una scelta di buon senso, almeno per ora. Nel lungo periodo, la salute della teoria delle stringhe dipenderà dalla sua capacità di entrare in contatto con la fisica osservabile. Per esempio, la linea di ricerca che sta cercando di stabilire connessioni tra la teoria delle stringhe e il plasma di quark e gluoni al Relativistic Heavy Ion Collider di Brookhaven è emozionante, e credo che nel futuro scopriremo molti nuovi punti di contatto con il mondo reale.

http://oggiscienza.wordpress.com/2011/10/12/brian-greene-sullo-stato-della-teoria-delle-stringhe/


Le vite di Giordano Bruno e Tommaso Campanella

 

http://www.controappuntoblog.org/2012/02/17/le-vite-di-giordano-bruno-e-tommaso-campanella/

L A C A B A L A DEL CAVALLO PEGASO

http://www.controappuntoblog.org/2012/02/17/l-a-c-a-b-a-l-a-del-cavallo-pegaso/

Giordano Bruno incontra Galileo

http://www.controappuntoblog.org/2012/07/09/giordano-bruno-incontra-galileo/

Questa voce è stata pubblicata in cultura, speciale scienza, Tommaso Campanella e contrassegnata con , , , . Contrassegna il permalink.

I commenti sono chiusi.